27 novembre 2009

Guida per realizzare Palline Natalizie in Patchwork


Comprate delle palline di polistirolo, (le vendono in merceria o nei negozi di hobbistica).

Acquistate della stoffa di cotone con disegni natalizi e un po' in tinta unita sulle tonalità del verde scuro e del rosso che sono colori molto natalizi; basta 1 metro per 20 centimetri per ogni tipo.

Procuratevi una taglierina (cutter) con la quale si dovranno fare delle incisioni non troppo profonde sul polistirolo (generalmente a spicchi).


Con una matita disegnate i vari spicchi o anche forme più complicate. Tenendo sempre conto che ogni forma che creerete andrà coperta da un pezzetto di stoffa. Quindi cominciate a fare spicchi semplici come un arancia divisa in 8 spicchi.

Per far rimanere fermo e fisso il tessuto andrà ficcato dentro nelle fessure che avete fatto col taglierino.
Quindi prendete un coltello da cucina non affilato oppure una limetta per le unghie e infilate piano piano la stoffa nelle fenditure.


Posizionare il primo pezzetto di stoffa sullo spicchio facendo attenzione che l'immagine che ci interessa resti ben posizionata sullo spicchio senza ritrovarla dentro ai solchi quando infileremo la stoffa al loro interno, quindi aiutandosi con una limetta per le unghie infilare la stoffa nei solchi fatti col cutter facendone fuoriuscire i bordi, e tirandola in modo che non restino delle piegoline ma che la stoffa risulti liscia e ben tirata, si procede quindi a tagliare con le forbici la troppa stoffa che fuoriesce, poi sempre con la limetta per le unghie infilare la pochissima stoffa rimanente all'interno dei solchi in modo da rifasciare lo spicchio senza che si formino antiestetici rigonfiamenti.

Fare la stessa cosa con tutti gli altri spicchi rivestendo tutta la pallina: un consiglio è di usare un colore di contrasto alternato per ogni spicchio.

Alla fine si può passare una coda di topo (la trovate in merceria) dove ci sono le fenditure tra le varie forme. Oppure si può fare un bel fiocco. In qualsiasi caso dovremo aggiungere un nastrino che ci dia la possibilità di appendere la pallina. Tutto questo si fissa al polistirolo con degli spilli.


Sony Ericsson T715

Con 2000 punti della Vodafone One (500 me li ha passati mia mamma grazie alla Family) ho ordinato il nuovo Sony Ericsson T715. Sembra veramente interessante soprattutto per la marca (che è quella di cui mi fido di più e con cui mi sono trovata meglio fin'ora), per la fotocamera da 3,2 mega pixel e per la memoria espandibile con micro sd.
Vediamo cosa dicono su telefonino.net:

E' un modello slide. E' interessante. Non costerà molto. E' un'anteprima, disponibile a breve nei negozi del nostro Paese. Parliamo del nuovo modello di Sony Ericsson, il T715.
Un device di fascia media che potrà entrare nelle tasche di molti, e che a molti toglierà varie soddisfazioni: grazie alla fotocamera da 3.2 megapixel, alla multimedialità convincente, e a una buona dose di eleganza.

Confezione minimal, compatta, e purtroppo vuota, o quasi. All'interno della confezione di vendita non abbiamo molto, se non gli auricolari stereo e il caricabatteria.
A disposizione, ci sono anche i manuali di istruzione, ma non troviamo alcun cavo dati, o una memoria aggiuntiva. Nonostante il presunto prezzo di vendita, compreso fra i 150 e i 200 euro, la dotazione è scarsa. Manca anche la pc suite, da scaricare direttamente da internet.

Il Sony Ericsson T715 è un modello slide che opera in sistema duale GSM quadribanda - UMTS dualband. A disposizione abbiamo il GPRS, l'EDGE, l'HSDPA a 7.2 Mbps, e anche l'HSUPA.

Connettività completa, dunque, per questo telefono cellulare, che aggiunge anche il bluetooth stereo ma non il wi-fi e il cavo dati. Potete però stare tranquilli: con il solo bt si riesce a comunicare in maniera egregia con il pc di casa o il proprio laptop. Sony Ericsson sotto questo punto di vista non delude mai.
Esteticamente, il device è molto elegante, perché alterna parte cromate in argento e plastiche lucide nere, in un avvicendamento che dà grande armonia all'intera struttura. Il display è piccolo, 2.2 pollici, ma ben definito, 320x240 pixel, e brilante, con i suoi 260.000 colori.


Grazie alle dimensioni abbondantemente nella norma, T715 offre ai propri utilizzatori una grande e agile ergonomia. Il device sta in tutte le tasche, e si può usare con una sola mano.
L'altezza di T715 è pari a 91 millimetri, mentre larghezza e spessore sono pari rispettivamente a 48 e 14.9 millimetri. Il peso, poi, non supera l'ettogrammo, un'altra buona notizia nell'ottica dell'inserimento in tasche e taschini.

Multa per chi guida fumando

Contravvenzione da 250 euro e sottrazione di 5 punti dalla patente per chi fuma mentre guida. Secondo uno studio della Società italiana di tabaccologia per accendere una sigaretta ci vogliono poco meno di 5 secondi, due e mezzo in più di quelli che servono per rispondere al telefonino. Ed è per questo che nella riforma del Codice della strada è prevista una sanzione per chi fuma in automobile. E la multa raddoppia se è presente un bambino.

"Con i finestrini chiusi - dice il leghista Piergiorgio Stiffoni - la macchina diventa una camera a gas. Almeno i più piccoli vanno protetti".

Sul divieto di fumo in auto c'è un accordo pressoché totale dei partiti fatta eccezione per un punto: la Lega vorrebbe considerare responsabile di omicidio volontario chi provoca un incidente mortale dopo aver assunto una quantità di alcol fuori dal consentito.

L'emendamento verrà messo ai voti nei prossimi giorni, ma l'accordo è stato praticamente già chiuso. Dopo il voto in Commissione si passerà all'aula in Senato e poi si tornerà alla Camera.

(fonte: tgcom)

01 ottobre 2009

Reggicalze

Ho comprato il mio primo reggicalze. Bello! Figata! Sexy... ehm.. si ma... come diavolo si attaccano le calze dietro????? AAAAAHHHH!! Non ci riesco! Che casino! :-)

24 settembre 2009

ho problemi col mondo e il mondo ha problemi con me

oggi mia mamma ha detto: la madre degli stupidi è sempre incinta. lei non è incinta.

proverbio buddista: prima dell'illuminazione taglia la legna e porta l'acqua. dopo l'illuminazione taglia la legna e porta l'acqua.

"cosa ci sarebbe di tanto male nello star bene un po?" "niente. staresti bene."

umorismo da una di notte.... ragazzi me ne vado a dormire. è meglio... ciao!

21 settembre 2009

135° anniversario CAI verbano

Sabato e domenica sono andata col CAI di verbania a festeggiare il loro 135° anniversario della fondazione della sezione. Siamo partiti dalla cappella porta alle 5 di pomeriggio e siamo saliti piano piano leggendo dei racconti.

Il dutur fa un discorso iniziale e poi io leggo la poesia sulla cappella porta.

Franco ci spiega come funzionano i due arieti che portano l'acqua al rifugio pian cavallone. Io purtroppo non stavo molto bene e col buio non vedevo un accidenti. Però piano piano, con l'assistenza di amici vecchi e nuovi, sono arrivata :)

Discorso di Carla

Discorso del dutur

Spettacolare panorama su Intra e il lago.

A nanna!

Il mattino dopo salgo con Liborio e Pinuccia sul todano mentre gli altri salgono sulla marona.

Io sul todano che guardo la marona e la zeda

Intanto i miei sono in cima alla marona

Mi riservo di aggiungere foto quando verranno pubblicate. A proposito le due foto di me sul todano le ha fatte Liborio. Ciao

01 settembre 2009

Il mio orto (a giugno)

Zinnie neonate









Pomodori









Pesche









Fiorellino









I miei semini










Cavoli e cavolfiori









Zucchine









Regina della casa (hahaha)

27 luglio 2009

Fotografie

Io e Alessandra al mare



Io e Christian sabato sera

Gardaland

Quest'anno per gardaland sembra non si trovino buoni sconto su internet o su prodotti in commercio. Quello che si può fare è iscriversi al Gardaland Fun's Club oppure giocare sul sito http://www.giralafortuna.com/ oppure andare in 3, 4 o 5 persone stampando prima il buono sconto che trovate sul sito gardaland.it in formato pdf cliccando qui: http://www.gardaland.it/it/promozione_famiglia_amici/pdf/promo_famiglia_amici.pdf.
Ciao

03 giugno 2009

Piante e semi

Ho comprato su lasemeria.it dei semi di tagetes gialli, gomphrena globosa e di aquilegia.

HO CHIESTO:
Buongiorno. Ho fatto il mio primo ordine oggi. Volevo chiedere un consiglio sui semi che ho ordinato per sapere se mi arrivano tra una settimana, quindi siamo ad inizio giugno, posso seminarli oppure è tardi.
Volevo anche chiedere se è possibile trovare i semi del fiore botton d'oro che mi piace tantissimo (allego foto). Un'altra cosa: potete consigliarmi due o tre semi che posso seminare in questo periodo che fioriscano a fine agosto/settembre?
Prendendo semi per più di 6 euro la spedizione quanto costa?
Grazie

MI HANNO RISPOSTO:
Gentile Sabrina, La ringraziamo per il Suo acquisto. I semi da Lei scelti possono essere seminati anche in giugno.
I Tagetes fioriranno entro un mese, mentre Gomphrena globosa fiorirà un pò più tardi.
L'unica accortezza, dopo la semina, è quella di non far mancare l'umidità e di mettere i vasetti in luogo riparato dai raggi solari nelle ore più calde.
In caso di semina a dimora può impiegare un velo di tessuto-non-tessuto (reperibile nei consorzi e garden center) per proteggere l'aiuola.
Questo accorgimento è ancora più necessario per i semi di Aquilegia che richiedono un'umidità pressochè costante.
Noti che le aquilegie sono piante perenni e fioriranno a partire dall'anno successivo alla semina. In merito alla Sua richiesta, i semi del "Botton d'Oro" (Trollius europaeus) purtroppo non sono reperibili presso i nostri grossisti poichè si tratta di una pianta spontanea in tutto il Nord e Centro Italia, e praticamente in quasi tutta l'Europa, e per questo motivo risulta di difficile commercializzazione.
Quindi, pur condividendo il Suo apprezzamento per la specie in questione, non siamo in grado di accondentarLa. Cordiali saluti La Semeria di Mignani David

E IO HO CHIESTO ANCORA:
Grazie della risposta. Il fatto che una pianta è perenne significa che resiste anche all'inverno? Ad esempio io so che i tulipani, avendo il bulbo, rimangono li d'inverno e poi fioriscono. Si può, volendo, risistemare i bulbi ogni tanto, ma non c'è molto lavoro da fare.
Per un aquilegia io pianto i semi, mi nascono le piantine, le metto al riparo in vasetti (o nella stessa cassetta dove sono nate) questo inverno, e poi le metto per terra il prossimo inizio di primavera. E poi? A fine estate?
Grazie

MI HANNO RISPOSTO:
Gentile Sabrina, dal punto di vista botanico "perenne" significa che la pianta vive 2 o più anni, in contrapposizione alle annuali (che vivono un solo anno) e alle biennali (che vivono 2 anni); ma non necessariamente una pianta perenne è resistente al freddo: un esempio sono le piante perenni esotiche che da noi sono necessariamente coltivate come annuali poichè trovano il loro clima ideale solo nel periodo estivo. Nel caso dell' Aquilegia, si tratta di una pianta molto resistente al freddo e non è quindi necessario ripararla.In inverno la parte aerea (fusti e foglie) seccano completamente ma le radici rimangono vive nel terreno (un po' come avviene per i bulbi).Nella primavera successiva nuovi getti emergeranno dal terreno e la pianta riprenderà il suo normale ciclo. Tuttavia le piantine vanno mantenute in vasetto per il primo inverno in modo da consentirgli di sviluppare bene l'apparato radicale.Potrà metterle a dimora alla fine dell'inverno, quando noterà le nuove foglioline spuntare da terreno. Infine, c'è da segnalare che i semi di Aquilegia hanno germinazione lunga ed erratica (alcuni semi germogliano prima, altri più tardi) ed è quindi probabile che alcuni semi germoglino addirittura dopo l'inverno. Occorre un po' di pazienza.

HO CHIESTO ANCORA:
Grazie! Altra domanda: una pianta alta 10 centimetri sempreverde che mi tappezzi il terreno e che faccia anche fiori?Ho una aiuola stretta e molto lunga che ha il terreno a vista. Ho delle piante di rosa ma il terreno sotto è libero e devo continuamente zappettare via l'erbaccia. Vorrei ricoprire almeno in parte il terreno con qualcosa di carino. Grazie

MI HANNO RISPOSTO:
La scelta dipende molto dal tipo di terreno, dall'esposizione (quantità di sole e ventilazione), dalla disponibilità di acqua, dalle temperature medie invernali ed estive, e ovviamente anche dal gusto personale.Nel nostro catalogo trova le seguenti specie perenni, sempreverdi da fiore, alcune tappezzanti in senso stretto (contrassegnate dalla lettera T), alcune da "aiuola bassa":
- Alyssum saxatile compactum (T)
- Armeria maritima spendens "Pink Lusitanica"
- Aster alpinus
- Dianthus deltoides (T)
- Iberis sempervirens "Snow Flake" (20 cm)
- Lobelia erinus "Crystal Palace" (T) - (sempreverde se il clima lo consente)
- Primula veris Polyanthus "Colossea" - Mix
- Saponaria ocymoides (T)
- Viola odorata "Queen Charlotte" (T)
Certamente vi sono molte altre piante tappezzanti (di varie altezza) che purtroppo non abbiamo in catalogo, come ad esempio alcune specie di Geranium, Osteospermum, alcune succulente come Sedum e Sempervivum, la Potentilla, Ajuga reptans, Pervinca, per non parlare delle varietà di Edera e di molte altre piante... Infine potrebbe prendere in considerazione alcune specie spontanee e frugali, bisognose di pochissime o nessuna cura, che seppur non striscianti o tappezzanti si disseminino spontaneamente e abbondantemente ogni anno: personalmente ho una partciolare predilezione per Erigeron karvinskianum (la comune margherita dei muri e dei fossi).Si adatta molto bene a diverse situazioni, forma cespi sempreverdi e fitti, ma molto leggeri, (bruttini solo inverno) e in primavera e in autunno si ricopre di numerosissime margheritine bianche sfumate di rosa. Altezza 30 cm circa. Saluti

09 aprile 2009

Shop on line Gadget Save The Children

BORSONE Save The Children


Descrizione:
Pratico borsone da viaggio Save the Children, con ruote e manico a scomparsa. E’ munito di un’ampia tasca frontale con cerniera ed una pratica apertura perimetrale superiore. Manici rinforzati, maniglia laterale e fasce catarifrangenti su due lati completano questo borsone indispensabile.

Materiale 100% cotone (150gr)
Dimensioni 65 X 32 X 32
Modello
6442 Rosso

Prezzo del Prodotto (cad.) €
35.00

If The World - Guns N Roses

If the world would end today
All the dreams we had
would all just drift away, uh
You know there's nothing more to say
if the world would end
and our love slipped away

I never knew the way that you looked at me
would ever mean so much to me
But in my heart I found
the feelings that I've never shown
and now they've
got the best of me

If the world would end today
And all the dreams we've had
would all just drift away
You know there's nothing more to say
if the world end
and our love slipped away

Oooh,
La la...
La la...

I never thought all the love I was looking for
could ever be so close to me
But you're the only one
I have ever loved that has ever loved me
and now you've got the best of me

If the world would end today
And all the dreams we had
would all just slip away
You now there's nothing more to say- ay, ay, ay

If the world would end today
and all the dreams we had
would all just drift away
Know there's nothing more to say
if the world would end
and our love slipped away

07 aprile 2009

Il grande lebowski





Metallica

And the last day God create Metal. And He said that was good.

La vera novità è ciò che non invecchia nonostante lo scorrere del tempo

Dal libro L'eleganza del riccio di Barbery Muriel:

"Alle ventuno , quindi, inserisco nel videoregistratore la cassetta di un film di Ozu, le sorelle Munekata. E' il mio decimo Ozu del mese. Perchè? perchè Ozu è un genio che mi salva dal destino biologico.

[...]

Ed ecco una scena splendida.

Il padre, interpretato da Chishu Ryu, attore feticcio di Ozu, filo conduttore della sua opera, uomo meraviglioso, raggiante di calore e umiltà, il padre, quindi, che presto morirà , discute con la figlia Setsuko della passeggiata appena fatta a Kyoto. Stanno bevendo del sake.

IL PADRE

E il tempio del Muschio! La luce metteva ancora più in risalto il muschio.

SETSUKO

E anche quella camelia che vi era posata sopra.

IL PADRE

Oh, l'avevi notata? Che meraviglia! (Pausa.) Nell'antico Giappone ci sono cose belle. (Pausa.) Mi sembra davvero eccessivo voler definire negativo tutto questo.

Poi il film va avanti, e proprio alla fine c'è quest'ultima scena in un parco dove Setsuko, la figlia maggiore, parla con Mariko, la sua buffa sorella minore.

SETSUKO, il volto radioso

Dimmi, Mariko, perchè i monti di Kyoto sono violetti?

MARIKO, birichina

E' vero, sembrano un flan di azuchi.

SETSUKO, sorridente

E' un colore molto grazioso.

Nel film si parla di amore deluso, di matrimoni combinati, di discendenza, di fratelli, di morte del padre, dell'antico e del nuovo Giappone, ma anche dell'alcol e della violenza degli uomini.

Ma sopratutto si parla di qualcosa che sfugge a noi occidentali, e che solo la cultura giapponese chiarisce. Perchè mai queste due scene brevi e senza spiegazione, che non sembrano motivate da nulla nell'intreccio, suscitano un' emozione tanto intensa e racchiudono tutto il film nelle loro ineffabili parentesi?

Ed ecco la chiave del film.

SETSUKO

la vera novità è ciò che non invecchia nonostante lo scorrere del tempo.


La camelia sul muschio del tempio, il violetto dei monti di Kyoto, una tazza di porcellana blu, questo dischiudersi della bellezza pura nel cuore delle passioni effimere non è ciò a cui aspiriamo tutti? E che noi, Civiltà occidentali, non sappiamo raggiungere?

La contemplazione dell'eternità nel movimento stesso della vita.

Aprire il cielo


E ti vengo a cercare - Franco Battiato

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.

Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.

E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.

Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.

E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.

da Fisiognomica, EMI 1988 e Giubbe Rosse, EMI 1989

01 aprile 2009

Microsoft chiude Encarta

La Microsoft chiude Encarta. Il gigante americano ha annunciato che a partire da giugno il software (Cd e Dvd) della celebre enciclopedia multimediale non sarà più commercializzato, mentre da ottobre verrà chiusa la versione online. Dal 31 ottobre, insomma, il servizio cesserà di funzionare (ad eccezione della versione giapponese, che sopravviverà fino al 31 dicembre).

SCENARI CAMBIATI - È stata la stessa Microsoft ad annunciare la decisione, spiegando in un messaggio pubblicato in Rete che «la categoria delle enciclopedie tradizionali e del materiale cui si riferiscono è cambiato». «Oggi - prosegue il comunicato - le persone cercano e consumano le informazioni in maniera molto differente rispetto a qualche anno fa».

WIKIPEDIA - Encarta era stata lanciata nel 1993, sulla base di documentazione tradizionale come quella fornita dall'Enciclopedia Britannica. Già disponibile su Dvd e Cd-Rom, era poi divenuta consultabile anche su Internet per abbonamento. La sua popolarità è a poco a poco diminuita a vantaggio dell'enciclopedia gratuita online Wikipedia, continuamente aggiornata dagli internauti, mentre le modifiche su Encarta erano decise dagli editori.





31 marzo 2009

Il valore del perdono

Non è facile donare al partner la libertà di cui ha bisogno, staccarsi dalla pericolosa illusione di potersi fondere insieme, evitare di “riversargli” addosso tutte le proprie aspettative. Ancora peggio creare i presupposti di una dipendenza psicologica, che spesso induce a scegliere di “tradire” per ritrovarsi, per sentirsi “fedeli” a se stessi.

Un amore che supera l’egoismo è difficilissimo da realizzare, ma può essere un obiettivo prezioso verso cui indirizzare tutte le energie. Talvolta proprio il tradimento può aiutare in questo percorso, in quanto costringe a porsi domande sulla partecipazione attiva nella coppia. Può, infatti, svelare che l’investimento nell’altro era stato frettoloso e non basato su di una serena conoscenza reciproca, su una relazione d’intimità e d’impegno progettuale, fondamentali per la costruzione di una relazione di coppia.
Ma prima di raggiungere questa lucida razionalità, un viaggio doloroso attende il “tradito”… cominciano le domande, i sensi di colpa e l’esigenza, quasi incontrollabile, di capire il perché e’ quasi scontato, in questo frangente, attribuire al partner la ragione di tutti i fallimenti della coppia, di aver “tradito” l’ideale che rappresentava, di aver reso “precaria” ogni certezza, di aver minato nel profondo l’unione…senza intuire che, paradossalmente, non c’è sempre una passione o un bisogno erotico alla base di un’infedeltà, quanto la necessità di affermare la propria libertà nel timore di affidarsi completamente all’altro.

La persona “tradita” si sente svalutata, sminuita, subisce una perdita che non é soltanto quella della fiducia nella persona amata ma anche la perdita della parte di sé che le aveva affidato…
Una scelta si impone: il rapporto può finire, lasciando al tempo il compito di lenire le dolorose ferite o essere recuperato grazie al PERDONO. Si perdona sempre in due, non si chiede e non si concede perdono se non si è fermamente certi di voler uscire dalla devastante crisi del tradimento. La tentazione di chiudersi nel proprio orgoglio ferito potrebbe rivelarsi un errore, meglio lasciar sgorgare il fiume delle emozioni imprigionate dalla sofferenza e liberarsi della loro negatività.

Chi perdona ha qualcosa da perdonare anche a se stesso e non dimentica… E’ una decisione che nasce dalla razionalità, non dalle emozioni, la fine di una dichiarazione di guerra ma senza sconti. Dopo questo armistizio occorrerà ricostruire la propria dignità frantumata, smantellare odio, umiliazione, rabbia, ritrovare il desiderio di abbandonare le ombre di una notte interminabile tenendosi per mano.



(Di: Dalila Bellacicco. Tratto da: http://www.tradimento.net/psicologia_tradimento.htm)



Cerchi nel grano


L'ho fatto seguendo questo tutorial su www.pastrugni.com

Vasco Rossi - Gli angeli

Quello che si prova
non si può spiegare qui
hai una sorpresa
che neanche te lo immagini.
Dietro non si torna
non si può tornare giù
quando ormai si vola
non si può cadere più.
Vedi tetti e case
e grandi le periferie
e vedi quante cose
sono solo "fesserie".
E da qui....e da qui...
qui non arrivano gli angeli
con le lucciole e le cicale.
E da qui... e da qui...
"non le vedi più quelle estati lì"
"quelle estati lì"

Qui è logico
cambiare mille volte idea
ed è facile
sentirsi da buttare via.
Qui non hai "la scusa"
che ti può tenere su.
Qui la notte è buia
e ci sei soltanto tu.
Vivi in bilico
e fumi le tue Lucky Strike
e ti rendi conto
di quanto le maledirai.

E da qui... e da qui...
qui non arrivano "gli ordini"
a insegnarti la strada buona.
E da qui... e da qui...
qui non arrivano gli angeli.

27 marzo 2009

SENTO

Per quel che posso
sono me stessa.
In questa giornata di pioggia
e di malinconia indefinita
sento.
Vorrei essere pioggia
per scorrere via.
Vorrei essere vento
per fuggire.
Vorrei essere aria
per volare.
Sento lacrime
scendere dentro di me.

Sab (7? aprile 2008)

(Nota sul copyright: se trovo qualcuno che ha copiato e usato questa poesia lo uccido perchè è mia e soltanto mia. Grazie :-)

Perchè apple si chiama così?

Molte sono le ipotesi sull'origine del logo della Apple:

la maggior parte delle teorie raccontano che Steve Jobs nell'estate del 1975 lavorasse in una piantagione di mele in Oregon e fosse rimasto particolarmente colpito da una copertina di un LP dei Beatles rappresentante appunto una mela (da cui il nome della casa discografica da loro fondata nel 1968, la Apple Corps).

Un'altra versione, forse più suggestiva, collega il logo al suicidio di Alan Turing, avvenuto, secondo alcune versioni, tramite una mela intinta nel cianuro, ad imitazione della mela di Biancaneve.

Un'altra leggenda narra che nel periodo della fondazione di Apple, Steve Jobs fosse appena diventato vegetariano ed il suo frutto preferito fosse proprio la mela.
Altra ipotesi è che scelsero come logo e nome la mela per far capire che utilizzare prodotti della Apple fosse facile quanto mangiare una mela.

Infine, un'ultima ipotesi (confermata anche in un documentario da Steve Jobs) narra che mentre stavano scegliendo il nome della casa, videro, poggiata su un tavolo, una mela morsicata.

(Tratto da yahoo answers)