13 aprile 2007

Perchè Linux non può (ancora) sostituire Windows?

Vi copio qui un articolo su ICT business di Roberto Buonanno:

La mia prima installazione di un sistema operativo basato su Linux risale a tanti anni fa e mi vedeva alle prese con un'edizione arcaica di Red Hat. Aveva un setup così "semplificato" che, per far funzionare il mio masterizzatore CD SCSI, ho dovuto inserire manualmente l'indirizzo esadecimale del controller.
User friendly? Non esattamente.
I miei primi anni con Linux sono proseguiti con me che installavo, configuravo alla perfezione il sistema e, quando tutto funzionava, compresi audio e grafica 3D formattavo e tornavo a lavorare su Windows. Fra una sessione e l'altra mi tagliavo la barba ovviamente.

Infatti la vera sfida non era tanto usare Linux, quanto configurare correttamente tutto l'hardware perché funzionasse a dovere. Una volta ascoltati un paio di MP3 e giocato qualche minuto a un gioco 3D la curiosità scemava.
Oggi le cose sono decisamente migliorate ma l'universo Linux ha ancora gli stessi problemi: si crogiola nella propria auto referenzialità, continua ad essere complicato da gestire e nel settore desktop offre una concorrenza minima a Windows.

L'articolo continua...

05 aprile 2007

Occhio agli adesivi dei PC per Vista

La campagna promozionale con cui Microsoft ha accompagnato il lancio di Windows Vista potrebbe essere ritenuta ingannevole. Questo è il rischio che corre il big di Redmond, qualora il Tribunale distrettuale occidentale dello Stato di Washington decidesse di darla vinta a Dianne Kelley, imbufalita acquirente di Vista che cerca la class action, un'azione giudiziaria alla quale possano accodarsi gli altri consumatori. La sua tesi? Aver consentito a chi vende PC di piazzare sui case adesivi che ne parlano come di PC "Vista-ready" quando, invece, non lo sarebbero.

La signora Kelley, come riporta il Seattle Post-Intelligencer, ha denunciato la softwarehouse per pratiche illecite correlate al suo programma di certificazione per Vista, che ha permesso ai produttori di pc di utilizzare loghi adesivi con le scritte "Windows Vista Capable PC". Questa designazione, secondo la giovane consumatrice, indicherebbe una compatibilità ottimale con la sola versione Home Basic - priva delle funzionalità più avanzate come Aero, media center e controllo remoto, che hanno caratterizzato la campagna pubblicitaria Wow.

Kelley ha deciso quindi di chiedere la class action e un risarcimento di cinque milioni di dollari. "Tutta la roba wow che Microsoft sta vendendo e pubblicizzando è presente nelle versione Premium, non in quella Basic", ha dichiarato Michael Rosenberger, legale della denunciante. Inoltre, ha affermato, le funzioni che caratterizzando la Basic, Windows Defender e Internet Explorer 7, sono scaricabili gratuitamente e compatibili con Windows XP.

Eppure, secondo Linda Norman, consigliere generale dell'azienda di Redmond, lo sforzo per aiutare i produttori, i venditori e i consumatori a comprendere le richieste hardware per far girare le varie versioni di Vista è stato senza precedenti. "Ci sentiamo come un'azienda che si è spinta ben oltre rispetto al passato nel tentativo di educare le persone, in modo che potessero fare la scelta di acquisto più giusta", ha sottolineato Norman.

Secondo la denunciante l'uso dei loghi adesivi è ingannevole. "Microsoft si è impegnata nell'assicurare che si stava comprando una macchina compatibile con Vista, ma alla fine la verità è che ci si poteva installare solo un sistema operativo de-potenziato, che manca di tutte quelle qualità pubblicizzate come soluzioni Vista", sostiene il legale di Kelley.
"Il vero Vista, insomma, lì non poteva funzionare". Anche la possibilità di aggiornare Vista ad una versione più "potente" per meno di 100 dollari sarebbe ingannevole. "Di fatto per quella cifra si può aggiornare solo la versione Home Basic", si legge sulla denuncia.
Per la parte lesa, Windows Vista Home Basic non dovrebbe quindi essere considerata una vera versione di Vista, bensì una soluzione paritetica ad XP."

Abbiamo differenti versioni che offrono differenti funzioni, Windows Vista è un grande passo in avanti rispetto ad XP, crediamo, e dispone di caratteristiche avanzate e una maggiore facilità di utilizzo", ha concluso Norman.


Articolo di Punto Informatico

Povero Vista: cursori cattivi e patch taroccate

Il blogger Ethan Allen, che cura il sito TheHotfix.net, ha messo sul Web quella che definisce anteprima del service pack di vista, assolutamente non ufficiale che contiene le numerose patch, oltre un centinaio, che Microsoft sta ancora testando privatamente o fornisce solo ad una selezione di partner e clienti. Allen afferma che queste correzioni, ricevute da "una persona vicina a Microsoft", sono tutte candidate per l'inclusione nell'SP1 ufficiale di Vista.
L'autore del service pack "taroccato", che per lavoro è software quality assurance manager di un'azienda di Washington, ha spiegato che la sua collezione di fix si compone sostanzialmente di driver e di patch che migliorano la compatibilità di Vista con i software meno recenti e con vari dispositivi hardware (come quelli USB e FireWire), sistemano problemi di instabilità, ottimizzano il consumo energetico, e risolvono una molteplicità di altri problemi più o meno frequenti.

Nella raccolta, che può essere scaricata solo iscrivendosi al forum di TheHotfix.net, non è presente alcuna patch di sicurezza: un fatto che, secondo Allen, dimostra come "Vista sia già più sicuro di qualsiasi altro sistema operativo di Microsoft".

Microsoft disapprova queste patch non ufficiali e spiega che l'installazione di fix non pensati per la distribuzione di massa potrebbe creare problemi di varia natura, come instabilità e incompatibilità. "Installando una collezione di hotfix non necessari potrebbe causare più problemi di quanti ne risolva", ha avvisato il colosso.
Il monito di Microsoft non è da prendere alla leggera se si pensa che talvolta, a generare problemi, sono persino le patch più importanti e testate, come quella dei cursorsi animati. Nelle scorse ore diversi lettori di Punto Informatico hanno sperimentato un apparente problema di compatibilità tra il fix per Windows XP SP2 e il Realtek HD Audio Control Panel (Rthdcpl.exe). Per risolvere l'inghippo, Microsoft ha pubblicato una patch scaricabile da questo articolo KB.

Il problema dei cursori animati era questo: un aggressore poteva tentare di sfruttare la vulnerabilità creando una pagina web o un messaggio di email che, una volta aperti, causassero l'apertura di un file ".ani" malformato da parte di Windows Explorer. Più semplicemente, un'email potrebbe contenere il file ".ani" come allegato. A rendere un attacco di questo genere ancor più subdolo interviene il fatto che il file maligno può anche avere un'estensione diversa da ".ani": ad esempio, sono stati segnalati exploit che utilizzano l'estensione ".jpg", camuffando così un cursore animato malevolo in innocua foto. Una volta aperto, il file poteva causare un errore di buffer overflow nel codice di Windows che gestisce i file dei cursori animati (con estensione ".ani"). Più nel dettaglio, la libreria user32.dll di Windows non controlla in modo coerente la dimensione dell'header incluso in un file “.ani”.

Anticipando la data di pubblicazione dei bollettini di sicurezza di aprile, ieri Microsoft ha distribuito una patch che corregge la seria vulnerabilità di Windows relativa alla gestione dei cursori animati. Gli esperti raccomandano a utenti e aziende di applicare quanto prima l'aggiornamento.
BigM ha detto che la scelta di non attendere il consueto "martedì delle patch", che questo mese cade il giorno 10, è stata dettata dal crescente numero di attacchi che sfruttano la recente falla.

La patch può essere scaricata dai link forniti nel bollettino di sicurezza MS07-017 oppure attraverso Microsoft Update e la funzione Aggiornamenti automatici. Il fix si applica a Windows 2000, XP, 2003 e Vista. Il nuovo bollettino contiene le patch per altre sei vulnerabilità, tutte relative alla Graphics Device Interface (GDI) di Windows e tutte, tranne una (sfruttabile per attacchi di denial of service), utilizzabili esclusivamente da un utente locale per elevare i propri privilegi.

04 aprile 2007

Operatori mobili virtuali che spuntano come funghi

Da venerdì scorso l’Italia si è finalmente allineata al resto d’Europa e ha aperto il suo mercato dei telefonini agli operatori mobili virtuali. Per l’Italia è un debutto ma all’estero ci sono già altre catene della grande distribuzione che hanno fatto ingresso nella telefonia mobile. In Francia Auchan ha costituito una apposita società, Auchan Telecom, ed è in procinto di iniziare il servizio a settembre dopo l’accordo con Sfr. E presto dovrebbe scendere in campo anche Fnac, la catena di «supermercati» di musica e libri presente anche in Italia. Sempre nei telefonini in Belgio ha esordito Carrefour, in Gran Bretagna Tesco, mentre Wal-Mart e Aldi sono presenti in Germania

E proprio mentre Telecom apre la rete mobile di Tim alla Coop e la Vodafone annuncia la cooperazione con Carrefour, l’Agcom, l’Authority di settore, guidata da Corrado Calabrò, si appresta ad avviare un’analisi di mercato sui telefonini italiani. Anzi, in termini più esatti l’analisi non verrà aperta ma ‘riaperta’. Sì, perché l’Agcom riaprirà un dossier che si pensava già chiuso, almeno per il momento: l’analisi del Mercato 15, che nel linguaggio un po’ burocratico ma operativamente efficace delle Commissione Ue indica appunto il mercato della telefonia mobile.

Tutto nasce nel 2004 quando Andrea Filippetti, amministratore delegato di Tele2 Italia (allora, oggi guida tutto il Sud Europa del gruppo svedese), rompe gli indugi e, stufo di sentirsi dire di no alla sua richiesta di poter vendere traffico mobile, così come fa con quello sulla rete fissa, e denuncia all’Antitrust il cartello degli operatori mobili, Tim Vodafone e Wind.

Il primo marzo 2005, l'Autorità garante del mercato e della concorrenza ha confermato l'avvio di una istruttoria formale nei confronti di TIM, Vodafone e Wind che si ritiene potrebbero aver violato le normative comunitarie sulla concorrenza a danno di altre imprese e degli utenti, in particolare quelli business.

"L'avvio del procedimento - spiega l'Autorità - è stato originato dalle denunce di alcuni operatori del settore delle telecomunicazioni, dalle quali risulta che TIM, Vodafone e Wind avrebbero posto in essere abusi di posizione dominante nel mercato dell'accesso alle infrastrutture di rete mobile e nei mercati della terminazione su singole reti mobili, nonché intese nel mercato dell'accesso, nel mercato dei servizi finali di comunicazione mobile e nelle offerte commerciali all'utenza business".

La struttura tecnica dell’Antitrust indaga, raccoglie dati, analizza e, lo scorso settembre deposita le risultanze. Che danno in sostanza ragione a Filippetti: non c’è un cartello vero e proprio ma una ‘posizione dominante congiunta’. E’ un po’ meno grave, sortirà una multa più leggera ma tanto quello che interessa di più a Tele2 e agli altri è che il mercato venga finalmente aperto.
A quel punto si attende che il consiglio dell’Antitrust, ossia l’insieme dei commissari presieduti da Antonio Catricalà, emetta la sentenza. E invece la sentenza slitta. Slitta tecnicamente perché Vodafone ha preso l’impegno ad aprire il mercato siglando un accordo entro il 31 marzo successivo. Da notare che il termine vale solo per Vodafone, perché né Tim né gli altri hanno offerto all’Antitrust lo stesso impegno. Ma di fatto l’unico effetto della mossa di Vodafone realizza è di far slittare la sentenza. L’Antitrust, insomma coglie al balzo l’occasione di rinviare una decisione difficile, se è vero, come vuole una interpretazione malevola, che i commissari di Catricalà non sarebbero sulla stessa linea delle risultanze dell’istruttoria.
Ora se come sembra a metà aprile l’Agcom riaprirà l’analisi del Mercato 15, la questione si metterà sulla sua vera strada. L’Antitrust infatti può solo comminare multe, ma non può cambiare le regole: questo spetta solo all’Agcom.

Tutto il gran parlare di operatori virtuali accesosi all’improvviso la scorsa settimana era quindi dovuto alla scadenza del 31 marzo, sabato scorso, dell’istruttoria avviata 3 anni fa dall’Antitrust che dovrebbe produrre una sentenza non prima della fina di giugno prossimo.

Gli operatori Vodafone e Tim hanno pensato bene di stringere accordi con qualche operatore virtuale prima della scadenza e quindi UNOMobile di Carrefour per Vodafone e CoopVoce della Coop per Tim, per evitare una chiusura negativa dell’istruttoria aperta dall’Antitrust per abuso di posizione dominante.

Funziona così: gli operatori virtuali acquistano quote di traffico da uno degli operatori nazionali (Tim, Vodafone, Wind o Tre) e ne sfruttano infrastrutture. Gli operatori virtuali hanno però la piena libertà di formulare offerte e tariffe secondo le loro scelte.

Carrefour commercializzerà le offerte di telefonia sotto il brand UNOMobile sfruttando le infrastrutture Vodafone. Avrà il prefisso 377/3xxxxxx e metterà a disposizione dei clienti 3 tariffe, le quali offriranno servizi vocali e di messaggistica. Più in là il servizio sarà ampliato con servizi di MMS e Internet. Il call center sarà raggiungibile al numero 435001. Non sono previsti servizi in abbonamento, perciò l'operatore venderà solo SIM a carte prepagate. Queste ultime saranno disponibili in tagli da 5, 15, 30 e 50 euro e saranno in vendita in tutti i punti Carrefour, GS e DìPerDì.

Coop offrirà invece da subito tutti i servizi, sfruttando a pieno l'infrastruttura Tim. Il nuovo brand CoopVoce avrà prefisso 331/1xxxxxx e venderà SIM prepagate con un unico taglio da 25€. Interessante sottolineare che, a dispetto di Carrefour che al momento non intende offrire questo servizio, Coop venderà anche telefonini marchiati col suo brand. Inizialmente saranno gli stessi offerti da Tim, in seguito si pensa ad una partnership con il produttore pordedonese Onda. Dalla precisazione sul target dell'offerta ("i soci Coop e i loro familiari") si intuisce come la sottoscrizione dei servizi CoopVoce non sia accessibile dai semplici clienti (occasionali, o comunque non associati) dei supermercati e dei punti vendita.

Più complesso e d'impatto è il progetto di Poste Italiane.
Primo, perché sfrutterà una rete capillare di ben 14mila sportelli per distribuire le proprie sim.
Secondo, perché oltre a chiamate ed sms offrirà servizi a valore aggiunto che nessun altro operatore ha ora disponibili: la possibilità di operare con Banco Posta via cellulare, come se si fosse al computer e fare quindi raccomandate, cartoline virtuali basate sulle foto scattate dal cellulare, versamenti.
Forse, soprattutto all'inizio, non saranno molti a volere operare con il Banco Posta in mobilità, ma è comunque una svolta interessante per gli scenari di mobile banking che si aprono.

Le Poste però non hanno ancora deciso con chi accordarsi. Girava voce nei giorni scorsi che la prescelta fosse Vodafone ma non è stato confermato.

Staremo a vedere…

Nuovi gameplay video di Tomb Raider Anniversary

A questo link potete scaricarvi interessanti gameplay video e scene tagliate di Tomb Raider Anniversary che uscirà tra un mese circa.
tombraiderchronicles

28 marzo 2007

Basta Nichel, Cadmio o Litio: pile allo zucchero

WASHINGTONUn gruppo di ricercatori, guidati da Shelley Minteer presso l’università di Saint Louis, è riuscito a reliazzare la batteria «dolce», utilizzando l’enzima glucosio deidrogenasi, presente in tutti gli organismi che «digeriscono» lo zucchero.

Rivestendo di questa molecola gli elettrodi di una pila gli studiosi hanno prodotto elettricità, fino a 4 volte maggiore di quella delle normali batterie al litio, utilizzando come combustibile delle zollette sciolte in acqua. Due prototipi di batterie sono stati presentati al congresso annuale dell’American Chemical Society.

Tutti gli elementi costitutivi della pila, il cui prototipo ha fatto funzionare una calcolatrice tascabile, ma che in futuro potrà essere usata per ogni tipo di applicazione, sono biodegradabili.

Un principio simile è stato sfruttato dai ricercatori dell’università di Oxford, che sono riusciti a produrre una cella a idrogeno che non utilizza il platino come catalizzatore come quelle tradizionali, bensì un enzima. La molecola è stata estratta da una delle prime forme di vita che hanno abitato la terra, il batterio Metallidurans che già 2,5 miliardi di anni fa riusciva a sopravvivere in assenza di ossigeno proprio «respirando» l’idrogeno.

La cella realizzata dai ricercatori inglesi riesce a produrre elettricità in un’atmosfera con soltanto il 4% di idrogeno, un livello molto più basso di quello delle celle tradizionali, e l’unico residuo a fine processo è l’acqua.
Articolo di lastampa.it

26 marzo 2007

Samsung presenta un monitor USB

Al Cebit di Hannover, Samsung ha annunciato UbiSync, un monitor LCD da 19 pollici che si collega al PC tramite interfaccia USB e non l’usuale VGA o DVI.
Il display utilizza una tecnologia sviluppata dalla società inglese DisplayLink che, tramite una combinazione hardware e software, emula la presenza di una scheda grafica sul computer.
In base a quanto comunicato il display funziona più che bene in ambito business (32 bit di colore e una qualità video DVD), ma non è certamente adatto ad applicazioni di gaming che richiedono schede grafiche 3D ad alte performance. Piuttosto, l’UbiSync trova la sua naturale collocazione in ambienti dove si usano più monitor contemporaneamente. La risoluzione nativa è di 1600x1200 pixel, con 2 millisecondi di tempo di risposta. La disponibilità è prevista per questa estate.


Articolo di PCOpen

Un trojan si diffonde usando Skype

Da Websense arriva un allarme relativo a un trojan che si diffonde utilizzando il network Skype. Il codice maligno, noto come Warezov oppure Stration, si serve della macchina infettata per propagarsi sui PC di amici e colleghi nella lista Skype.Il trojan non si diffonde in modo automatico, comunque. Se avviato, il codice maligno manda un messaggio a tutti i contatti Skype con il testo “Check up this” e un URL.Se l’utente remoto clicca sull’indirizzo Web, viene automaticamente reindirizzato su un sito che ospita un eseguibile chiamato “file_01.exe” che, se avviato, esegue ulteriori file maligni in locale.Il trojan apre anche una backdoor sul PC, il che consente potenzialmente a un cracker di rubare dati confidenziali o lanciare anche un attacco DoS (Denial of Service). Il consiglio ovviamente è di non aprire file non espressamente richiesti. Maggiori informazioni sono disponibili a questo indirizzo.
Articolo di ilsoftware.it

22 marzo 2007

La PS3 non apre i giochi per la PS2

Vi copio sotto un pezzetto di questo articolo comparso oggi sul sito del corriere della sera, è un giornalista che ha comprato la PlayStation3 e ora si lamenta che non si aprono più i giochi che andavano sulla PS2. Che notizia sconvolgente!!! (sono ironica)

"Ho comprato la PS3. Il 21 marzo, 48 ore in anticipo sul lancio ufficiale europeo. Oggi, 22 marzo, la rivendo. Anche con il 20 per cento di sconto. Ve la porto a casa. Ve la installo. Ma non chiedetemi di farla funzionare. Perché non ne sono capace.Ci ho provato ieri sera, con mio figlio Francesco, 10 anni, impaziente al mio fianco. «Papà, giochiamo a Pro Evolution Soccer?» (uno dei più diffusi giochi di calcio, ndr). «Certo Franci...». Certo un cavolo. Noi, ovviamente, abbiamo l'ultima versione, la numero 6. Ma è una versione per PS2. E la PS3 che fa? Non la vuole. Rifiuta il disco. Esce un messaggio che dice: «Questo titolo non è al momento compatibile con il sistema PS3»."

Da questo articolo io non traggo una critica a Sony ma una critica ad un uomo che ha speso quasi 600 euro per niente.

20 marzo 2007

Falla grave in Mac OS X ... ma perchè?!?

La newsletter @Risk di Qualys segnala una serie di falle critiche in Mac OS X: basta un'immagine, un file DMG o TAR o un photocast di iPhoto appositamente confezionato per ottenere la "completa compromissione dei sistemi degli utenti". Decisamente imbarazzante.

Apple ha pronti gli aggiornamenti di sicurezza, che è ovviamente consigliabilissimo installare senza indugio. Gli avvisi di sicurezza diramati da Apple sono qui: uno, due e tre.
(Articolo di Paolo Attivissimo)


"Per oltre 26 anni, Apple è riuscita, per quanto possibile, a evitare di imbattersi in problemi di sicurezza. Questo dato positivo è in parte dovuto alla quota ridotta di Apple nel mercato dei personal computer, in particolare se confrontata al gigante Microsoft, leader indiscusso di mercato. Ma la crescita di mercato del sistema operativo Mac OS X di Apple e la straordinaria diffusione e popolarità delle tecnologie Apple, come l'iPod e i servizi iTunes, hanno attirato l'interesse dei ricercatori di sicurezza e purtroppo degli hacker nei confronti dei prodotti Mac OS e Apple, rendendo Apple un nuovo bersaglio per gli attacchi malware.

Apple sembra essere nella prima fase di evoluzione dei malware, dove gli exploit vengono scritti e diffusi a scopo dimostrativo, per mettere in mostra l'abilità tecnica e portare alla notorietà i loro autori. Tuttavia questi attacchi si stanno evolvendo verso forme più professionali, al fine di trarne profitto. Attualmente però, i clienti Apple non costituiscono ancora un obiettivo sufficientemente remunerativo per attirare i malintenzionati. Ma con l'aumentare del successo dei prodotti Apple sul mercato, la situazione è destinata a cambiare.

Sebbene molti utenti Macintosh ritengono che i loro sistemi siano immuni da attacchi, prima o poi dovrannoricredersi. Inoltre, la recente scelta di Apple di passare ai microprocessori Intel potrebbe dare vita a una nuova era di malware per Macintosh. Le minacce a livello di chip non sono ancora disponibili, tuttavia, l'architettura comune non passerà inosservata nella comunità degli autori dei malware. "
(Tratto da un articolo del sito McAfee)



Mac OS si sta diffondendo e stanno aumentando le persone che lo scelgono, visto che lo si può utilizzare, per le funzioni basilari di un computer, al pari di windows: per navigare in internet o ascoltare musica e gestire documenti e foto. Purtroppo la maggior parte dei software sono ancora utilizzabili e vengono ancora scritti solo per Win, quindi molti utenti preferiscono andare sul "sicuro" con windows. Sicuro tra virgolette perchè intendo il fatto di essere sicuri che ci si può installare quello che si vuole e che trovi sempre qualche amico che ti sa spiegare come funziona o reinstallarlo quando si addormenta dopo qualche mese.

Comunque, più si diffonde Mac OS e più cresce il numero di software malintenzonati e diventa importante trovare e tappare i buchi. Quindi cominciare a vedere notizie di falle in Firefox o Mac fa da un lato preoccupare perchè tanti utenti Mac sono convinti di essere in una fortezza invalicabile e perfetta, dall'altro lato fa ben sperare perchè più un sofware viene attaccato e più significa che è importante.Più il mercato Mac cresce e più crescerà il numero di software disponibili e di conseguenza gli utenti interessati ad usarlo.

Ho sempre criticato Microsoft per i buchi enormi che lasciava senza toppa e per il dare sempre la colpa agli utenti che navigano in siti non sicuri o non si aggiornano. Spero di non dover cominciare a fare lo stesso con Apple.Appena una ditta cresce di importanza non ha più bisogno di coccolare i propri clienti o di essere perfetta perchè sa che i clienti arrivano lo stesso.Noi sognatori informatici contro il colosso Microsoft ci ritroviamo ad aver sperato e fatto il tifo per Mac... speriamo di non essere delusi.

Soprattutto io sono contro il monopolio e spero nel progresso tecnologico non legato a quanti soldi ha la ditta che inventa qualcosa o quanto quell'invenzione frutta in soldi. Avere la Microsoft come regina incontrastata nel mercato dei sistemi operativi non aiuta a migliorare la tecnologia con cui vengono fatte le cose. La gente si trova obbligata a scegliere quindi non è più scegliere il meglio, è scegliere il meno peggio!


(Nella foto sopra: Mac Gyver :-)

16 marzo 2007

Il tempo sta cambiando... ma per colpa di chi?

ROMA (Reuters) - Il vecchio luogo comune sulla mancanza delle mezze stagioni sembra essere divenuto ormai verità scientifica. Uno studio presentato oggi sugli effetti del cambiamento del clima sulla vegetazione italiana dimostra infatti il progressivo restringimento delle stagioni di mezzo e il conseguente cambiamento dei cicli vitali delle piante.

"Questo studio ci aiuta a confermare l'entità del problema. Serve un piano nazionale per l'adattamento al cambiamento climatico", ha detto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio alla presentazione della ricerca "Mappa della Primavera", promossa dal suo dicastero.

"Abbiamo osservato consistenti anticipi nella germogliazione e ritardi nella caduta delle foglie",
ha spiegato Franco Bruno, professore di biologia all'Università La Sapienza e autore della ricerca.
Secondo l'esperto, è dal 1850 che il clima sta andando verso un progressivo riscaldamento innescato da cambiamenti ciclici naturali. Negli ultimi anni, però, l'attività umana ha portato ad un'accelerazione preoccupante del fenomeno naturale di riscaldamento.

"Stiamo attraversando una fase di transizione naturale verso un periodo caldo-arido, ma il problema è la velocità a cui questo sta avvenendo", ha aggiunto il professore.

La ricerca è stata condotta in 23 parchi naturali italiani e ha evidenziato nelle specie di piante osservate un anticipo di circa 20 giorni delle fasi primaverili e un ritardo di quelle autunnali, oltre che una variazione geografica della distribuzione dei tipi di piante.

"Per la prima volta nella storia delle campagne romane si raccolgono già nei campi le fave che normalmente arrivavano solo ai primi di maggio", ha detto Stefano Masini, responsabile ambiente della Coldiretti, l'organizzazione dei coltivatori che ha sponsorizzato la ricerca.

Oltre che a fornire l'ennesima prova dell'esistenza di un riscaldamento del pianeta, monitorare le risposte della flora ai cambiamenti climatici può servire a capire meglio in che direzione sta andando la natura per adattarsi, riallocando le colture e cambiando alcune consuetudini.

"Abbiamo capito abbastanza che bisogna risparmiare sulle emissioni di CO2, ma pochissimo che il clima sta cambiando comunque e che vanno quindi cambiati i nostri comportamenti", ha avvertito il responsabile dell'Ambiente.

Secondo Pecoraro, infatti, se impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra si potrebbe ancora evitare una situazione "catastrofica" di surriscaldamento, il clima è destinato comunque ad essere di tipo caldo-arido nel futuro prossimo.

Per questo occorre partire dai piccoli dettagli per cambiare le cose.

"Anche il sistema burocratico italiano è tarato su inverni più lunghi", ha detto Pecoraro riferendosi alla normativa vigente, che non prevede la possibilità per le autorità cittadine di ordinare lo spegnimento dei riscaldamenti nelle città in caso di temperature eccezionali.

Questo significa, ad esempio, che lo stesso ministro dell'Ambiente non riesce a far spegnere il riscaldamento nel suo dicastero, nonostante il caldo registrato in questi giorni.

"Mi è stato detto che dando un ordine contrario alla legge, (se qualcuno si ammala) ci possono fare causa", ha ammesso Pecoraro.

Articolo di Reuters

Articolo inutile su corriere.it

Vi segnalo un articolo scritto ieri (15/03/07) da qualcuno di veramente retrogrado... sia tecnologicamente che giornalisticamente. A cosa serve un articolo del genere? A parer mio solo a riempire una pagina html...

Ecco l'articolo

Vi cito qualche pezzetto:

"Basta guardarsi intorno per capire quanto la nostra vita è cambiata grazie a computer e tecnologie. Anzi, meglio guardare i giovani che ormai da anni ci indicano la via sulla quale noi faticosamente arranchiamo per restare al passo con una evoluzione che si fa sempre più rapida e radicale."

Cominciamo bene!

"Come avveniva in Minority Report, il film di Spielberg (2002), ambientato nel 2054, dove Tom Cruise interagiva con un computer per violare fisicamente ambienti virtuali dove prelevava file direttamente con le mani. Un po’ come se potessimo entrare in una biblioteca virtuale, dall’altra parte del mondo, controllare cosa c’è negli scaffali e poi prenderci un libro per consultarlo prima di rimetterlo a posto, tutto senza spostarci dalla scrivania."

Mi sembra che ci stiamo montando la testa...

"I Technosexual - Basta osservarli: sparano sms alla velocità della luce, considerano la webcam un palcoscenico con cui esibirsi su YouTube, hanno sostituito la company (luogo fisico dove i loro padri trascinavano i pomeriggi) con le community di MySpace e SecondLife, hanno il blog al posto del diario e usano Skype per telefonare tra loro. Gli americani la chiamano post-generation"

Hahaha!

"Anche la profezia storica del giovane Gates, si era nel 1975, sembra superata: «Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa»."

Profezia?!? Questo giornalista si sente Dan Brown!

Buco in Internet Explorer 7.0

Microsoft sta investigando su una possibile vulnerabilità di Internet Explorer 7, segnalata da uno sviluppatore israeliano, sia nella versione per Windows sia in quella integrata in Windows Vista.

Questa lacuna faciliterebbe "il lavoro" ad utenti malintenzionati intetessati a mettere in atto truffe online. L'aggressore potrebbe sfruttare la visualizzazione di un messaggio d'errore da parte dell'ultima versione del browser Microsoft per reindirizzare l'utente su un sito web maligno nascondendo l'URL reale e mostrando, al suo posto, quello, per esempio, di un sito fidato.

Un portavoce ha dichiarato che l'azienda di Redmond "non è a conoscenza di tentativo di attacco basati sulla vulnerabilità segnalata" confermando come i tecnici stiano attivamente lavorando per mettere a fuoco il problema.

Il possibile problema di sicurezza ha a che fare con il messaggio visualizzato allorquando il caricamento di una pagina web venga annullato. Un aggressore potrebbe manipolare tale messaggio creando un link "maligno" che, invece di ritentare il caricamento della pagina, invierebbe il browser su un sito potenzialmente dannoso con la possibilità di visualizzare, nella barra degli indirizzi, un URL arbitario.

"Fintanto che Microsoft non avrà risolto il problema" - scrive Aviv Raff, autore della scoperta - "non fidatevi della pagina che informa sul mancato caricamento di una pagina web".

Raff ha preparato un video in formato Windows Media, visionabile cliccando qui, che illustra il problema.

Articolo di: ilsoftware.it

14 marzo 2007

Tabaccai annunciano sciopero vendita ricariche

Roma - Era stato preannunciato e ieri è stato definitivamente confermato: martedì 20 marzo avrà luogo lo sciopero della vendita di tutte le ricariche telefoniche, organizzato dalla Federazione Italiana Tabaccai, che lo ha indetto "a seguito della notizia che gli operatori hanno abbattuto o abbatteranno a breve i già irrisori margini spettanti alla rete distributiva".

"La categoria - ha dichiarato il presidente della FIT Giovanni Risso - da anni garantisce una distribuzione capillare ed efficiente al servizio del consumatore ed è stata un fattore determinante per il successo della telefonia mobile nel nostro paese. È il momento di vedere riconosciuti i nostri diritti. Non è più pensabile incassare miliardi di euro per conto dei gestori ed essere remunerati con aggi da elemosina. Tengo a precisare, perché i consumatori conoscano il nostro effettivo margine sul servizio, che su una ricarica da 10 euro il tabaccaio percepiva in media 30 centesimi al lordo delle tasse, mentre in futuro, a seguito delle dette diminuzioni, non saranno più di 25. È giunto il momento di dire basta!"

La FIT si scusa con la clientela per il disagio "ma - ha concluso Risso - la categoria non può restare silente di fronte a questa inaccettabile contrazione dei propri margini commerciali, già oggi assolutamente inadeguati".I tabaccai intenzionati ad aderire allo sciopero potranno esporre questa locandina.

Articolo di: PI Telefonia

08 marzo 2007

Memorie phase-change RAM

Santa Clara (USA) - Nella storia delle memorie non volatili il 2007 verrà ricordato come l'anno in cui la tecnologia phase-change RAM (PRAM), promettente alternativa alle NOR flash e non soltanto, ha preso la via del mercato. Entro la fine della primavera, e dopo anni di ricerca, Intel è infatti pronta a consegnare i primi campioni di PRAM ai produttori di device.

La tecnologia PRAM, approfondita in questo articolo di Wikipedia, combina la velocità tipica delle memorie DRAM con la capacità delle memorie flash di conservare i dati anche in assenza di corrente.

Intel afferma che i suoi imminenti chip PRAM da 128 Mbit possono fornire velocità di scrittura e lettura fino a 1.000 volte maggiori a quelli delle Flash, una caratteristica che nei dispositivi mobili (PDA, smartphone ecc.) potrebbe ridurre significativamente il crescente divario di performance tra processori e memoria.

Le PRAM promettono di migliorare le memorie flash anche in fatto di affidabilità e durata nel tempo: il chipmaker di Santa Clara ha detto che i propri chip sono in grado di sopportare oltre 100 milioni di cicli di lettura/scrittura, un numero almeno 100 volte superiore a quello delle flash, e di garantire la conservazione dei dati per oltre 10 anni.

Intel ha sviluppato la propria implementazione della tecnologia PRAM insieme alla nostrana STMicroelectronics, da tempo impegnata nella ricerca di alternative più efficienti alle flash.
Sulle memorie PRAM stanno lavorando anche diversi altri colossi del settore, fra cui IBM, che lo scorso dicembre ha presentato un chip sperimentale basato su una nuova lega germanio-antimonio, e Samsung, che a settembre aveva invece svelato un prototipo da 512 Mbit.
Intel prevede di avviare la produzione in volumi dei suoi chip PRAM entro la fine dell'anno.

Punto Informatico - 08/03/2007

Basta scatto alla risposta!

Non c'è dubbio: dopo l'eliminazione dei costi di ricarica e della scadenza del credito prepagato, il nuovo credo è l'abolizione dello scatto alla risposta. Ne parlano sempre più spesso gli utenti e le associazioni di consumatori, al punto che persino l'Authority delle Comunicazioni fa propria l'iniziativa e propone un emendamento al decreto Bersani affinché - prima che sia convertito in legge - elimini anche questo balzello. E qualcuno sta prendendo la mira anche sul canone Telecom e sulla tassa di concessione governativa.

Il presidente Agcom, in verità, ha addirittura fatto proprie anche le parole che Andrea D'Ambra aveva usato per presentare la petizione online varata per cancellare i costi di ricarica: "È un'anomalia tutta italiana" dice Corrado Calabrò, parlando dello scatto alla risposta, nelle dichiarazioni raccolte da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera. Nel mirino di Agcom sarebbero entrati inoltre anche i costi di roaming internazionale, cosa che potrebbe fare la felicità degli utenti e di Viviane Reding, commissario UE per la società dell'informazione e i media, che da quasi un anno si batte per eliminare queste tariffe che lei stessa ha definito "spropositate".

Sull'abolizione dello scatto alla risposta intervengono i Consumatori con reazioni contrastanti, di compiacimento da una parte e di allarmismo dall'altra. Allineandosi a quanto Adiconsum ha già detto ieri, Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, commenta: "Bene la proposta del Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Calabrò, di inserire un provvedimento ad hoc nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni: costituirebbe una risposta tempestiva al balzello dello scatto alla risposta e renderebbe più trasparente l'offerta dei gestori, oltre che più consapevoli le scelte e la percezione di spesa degli utenti".

Anche Telefono Blu Consumatori sta preparando, sul sito SOS consumatori, una campagna per l'abolizione dello scatto alla risposta, definita come l'anomalia "più perniciosa". E non poco onerosa, considerando attendibili i suoi calcoli: "Se calcoliamo 100 milioni di telefonate al giorno (cifra molto attendibile visto che ci sono oltre 40 milioni di utilizzatori) con una media ponderata ed un costo minimo di 15 cents di scatto alla risposta, arriviamo ad un costo per i consumatori di 5,5 miliardi all'anno, considerando ovviamente solo le compagnie che lo praticano".
Secondo Telefono Blu la lunghezza delle telefonate non basta a considerare ammortizzabile quanto addebitato per lo scatto alla risposta: "Inutile eseguire un conteggio per minutaggio dimostrando la diminuzione dei costi con il passare dei minuti, perché il problema è un altro. Bisogna spendere per quanto realmente si consuma". E l'associazione si dichiara pronta ad aprire una campagna di protesta a base di "petizione on line, sciopero delle telefonate, strategie di consumo, rifiuto di nuovi profili".

Lo stesso D'Ambra, in veste di presidente dell'associazione di difesa dei consumatori Generazione Attiva, spende parole favorevoli: "I cittadini devono pagare quello che consumano, lo scatto alla risposta va eliminato e la tariffazione deve essere al secondo e non al minuto come invece avviene oggi per la stragrande maggioranza dei piani tariffari, solo in questo modo si farà pagare l'effettivo consumo al consumatore".
"Stiamo studiando la cosa, dal punto di vista normativo c'è un approfondimento da fare" dichiara in un'intervista alla Camera il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che aggiunge: "In via generale da adesso in poi ci sarà un governo molto attento ai suggerimenti dell'Autorità in materia di concorrenza".

"Bersani - commenta in una nota il presidente dell'ADOC Carlo Pileri - "ha ragione quando parla di un cittadino italiano di serie B. Negli altri paesi europei si paga per quanto si parla, senza altre componenti di costo che vanno a gonfiare la spesa degli utenti anche perché solo così è possibile comparare le tariffe".

ADOC si dice però anche "preoccupata per i possibili scenari derivanti dalla fine di certi privilegi a favore delle compagnie. Non ci stiamo - prosegue - a subire le ritorsioni delle compagnie sulle vecchie tariffe e sui nuovi profili tariffari proposti ai consumatori. Se reale vantaggio deve esserci per i cittadini, chiediamo che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vigili sull'andamento delle tariffe".

Fuori dal coro di generale compiacimento si chiama invece ADUC, che in merito alla proposta di Calabrò dichiara: "Ci sembra pericolosa oltre che inutile". Inutile perché "questo introito i gestori lo prenderanno da un'altra parte, proprio come sta accadendo per i costi delle ricariche. La pericolosità è perché, come già per le ricariche, si confermerebbe che le tariffe di un libero mercato vengono invece fissate dallo Stato". E questo, dichiara sempre ADUC, perché "cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia, cioè pasticcio anti-mercato era quello delle ricariche e altrettanto sarà questo dello scatto. Nella corsa a mettersi la medaglietta per chi vuole apparire più amico dei consumatori, non ci si rende conto che si sta solo facendo più male, agli stessi consumatori e alle aziende, nonché allo Stato: un'economia in cui le tariffe sono fissate per legge non è un'economia sana e con prospettive".

Da parte mia invece, nel ruolo di media consumatrice, mi lamento anche delle linee telefoniche del tutto inefficenti e del tutto instabili. Quando ci si chiama col telefonino continua a cadere la linea o sentirsi male. E non abito sul cucuzzolo della montagna ma in provincia di Varese!

Punto Informatico

22 febbraio 2007

19 febbraio 2007

Arthur e il popolo dei Minimei: bello!


Come un qualsiasi altro bambino di 10 anni, Arthur è affascinato dalle storie che sua nonna gli racconta prima di dormire. I suoi sogni sono popolati dalle tribù africane e dalle incredibili altre invenzioni descritte su un vecchio libro di incantesimi che apparteneva a suo nonno, misteriosamente scomparso da ben quattro anni. Nel leggere il libro con più attenzione, Arthur si rende conto che suo nonno ha lasciato numerosi indizi che porterebbero a un tesoro nascosto nel giardino della sua casa. La cosa più sorprendente è che al di sotto del giardino si nasconde un mondo invisibile, popolato da minuscole creature, invisibili ad occhio nudo, chiamate Minimei. Per salvare la casa della nonna, che uno spietato affarista vorrebbe demolire, Arthur comincia a cercare il tesoro seguendo gli indizi contenuti nel libro. Ma a quel punto non resta che una cosa da fare e il piccolo decide coraggiosamente di seguire le orme del nonno e di entrare nel regno dei Minimei e nella loro terra dei Sette Regni. Per far questo, non c'è che una soluzione: Arthur dovrà rimpicciolirsi e diventare anche lui un Minimeo!

09 febbraio 2007

Backup my brain

Hahaha! Bellissimo questo articolo su punto informatico che parla di un software che, tramite le cuffie collegate alla scheda audio, trasporta sul pc i dati del cervello.

"Tutto ciò di cui si ha bisogno è il software Backup My Brain, un pc, un paio di cuffie (indispensabili) connesse alla scheda audio. Tutto qui, ed è assolutamente gratuito, come ci dicono gli impegnatissimi ragazzi del team della UnusualSoftware.com George W. Push, Tom Cruisenstein (che programma in linguaggi MS, ovvero "Magic Spell"), Johnnie Yeppp e Penis Shilton. È sufficiente visitare il loro sito e blog per verificare il livello di impegno al quale si sottopongono, la loro profonda preparazione e subito risulterà evidente e naturale il desiderio di salvaguardare la propria mente. Con Backup My Brain questo non è più un problema. "

Oppure il CD/DVD Rewinder PRO che serve a riavvolgere i CD ma in realtà non serve a niente :)

Cellulare nokia responsabile di incendio

http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2007/01/29/nokia-sostiene-che-suoi