Di tutto e di più dalla rete e non. Dall'informatica all'astronomia, dalla poesia alla musica, dalla gita del week end ai consigli culinari.
18 giugno 2008
ASP - Ordinare matrice bidimensionale
Sub MultiDimSort()
max = UBound(matrice,2)
Dim arr()
ReDim arr(max)
' per ogni riga dell'array
For i=UBound(matrice,1)-1 To 0 Step -1
' scorri tutte le stringhe dell'array che non sono ancora ordinate
For j=1 To i
' se la stringa attuale è "maggiore" della stringa successiva...
If matrice(j-1,0)>matrice(j,0) Then
'inverto
For z=0 To UBound(matrice,2)
arr(z)=matrice(j-1,z)
Next
For z=0 To UBound(matrice,2)
matrice(j-1,z) = matrice(j,z)
Next
For z=0 To UBound(matrice,2)
matrice(j,z) = arr(z)
Next
End If
Next
Next
End Sub
Mentre questo è il codice per riordinare un array normale (monodimensione):
function SortStringArray(arrStrings)
dim strBuf
' controlla che arrStrings sia effettivamente un array
if isarray(arrStrings) Then
dim i, j
' per ogni stringa dell'array
for i=0 to ubound(arrStrings)-1
' scorri tutte le stringhe dell'array che non sono ancora ordinate
for j=0 to ubound(arrStrings)-1-i
' se la stringa attuale è "maggiore" della stringa successiva...
if arrStrings(j)>arrStrings(j+1) then
' ...inverti la posizione delle due stringhe
strBuf = arrStrings(j+1)
arrStrings(j+1) = arrStrings(j)
arrStrings(j) = strBuf
end if
next
next
end if
SortStringArray = arrStrings
end function
17 giugno 2008
Test sulle attitudini al lavoro
Per capire ciò che possiamo diventare, dobbiamo tener presente sia ciò che siamo, sia ciò che vogliamo: se un grande pianista odia viaggiare, potrà fare magari tanti dischi ma non tanti concerti.
In questo piccolo test mischieremo dunque elementi riferiti alle nostre aspettative ed ai nostri requisiti.
Come capire se si è più portati al lavoro autonomo o a quello dipendente, se si ha il potenziale per diventare buoni manager o seri professionisti d'impresa, se rischiamo di restare broccoloni troppo a lungo, o di non poter essere che umili travet?
Forse il nostro istinto ci dice se preferiamo lavorare da soli o in compagnia, ma a volte sbaglia; forse le circostanze sembrano indicarci una strada più facile, ma che non è sempre quella giusta; forse, infine, la nostra sicurezza o insicurezza in noi stessi sembra aprirci o chiuderci molte porte, ma trova spesso disillusioni o buone sorprese.Il test seguente è poco più di un gioco, ma consente di trovare qualche indizio sulla nostra vocazione.
Tenendo presente che, in ogni caso, manager o professionisti o imprenditori di successo si diventa, non si nasce. Il successo nasce da un 20% di intelligenza, un 20% di "savoir faire", ed un 60% di determinazione, costanza, sacrificio, volontà, impegno (o, come dicono gli americani, "10% inspiration, 90% perspiration", cioè sudore).
La gara per l'affermazione professionale è una gara di fondo, non di velocità: si piazza chi ha più tenuta, chi è meglio allenato. Anche se per vincere occorre avere uno sprint in più.
• il lavoratore autonomo ha una forte vocazione professionale (sa fare bene “quella” cosa, e gli piace), ed ama il rischio e la sfida, il confronto con il “mare aperto” del mercato. D’altro canto, preferisce correre in proprio, non ama la complessità organizzativa;
• il manager non ha una precisa vocazione, ma sa invece muoversi bene in una organizzazione complessa, ed anch’egli ama il rischio, la competizione, la sfida continua;
• il professionista d’impresa non ama molto i rischi, nè la competizione. Però unisce una forte vocazione professionale al gusto di operare in una realtà più articolata, con spirito di servizio;
• il travet certo non ama le sfide, e se non sa muoversi nell’organizzazione sopravvive solo se ha una buona competenza specifica; o all’opposto, non ha particolari competenze ma sa conquistarsi un ruolo nuotando nell’organizzazione come un pesce nell’acqua, costruendo e valorizzando una preziosa rete di conoscenze personali;
• il broccolone, ahilui, non ha vocazione, ed è troppo innamorato di sè per avere spirito di gruppo: può darsi che abbia amore per il rischio, che nel suo caso, viste le premesse, si chiama temerarietà.
Va precisato che la broccolonaggine transitoria può colpire tutti, in momenti di cambiamento o di crisi, in cui le idee faticano a chiarirsi e a diventare progetti, e non è grave se è passeggera. All’uscita dall’Università, tutti siamo un po’ broccoloni. Quando permane, però, è il caso di correre velocemente ai ripari.
I) Il lavoratore autonomo (libero professionista, consulente, piccolo imprenditore, commerciante, etc.);
II) Il professionista d’impresa (specialista di alto livello, che opera nel suo ramo di competenza in una media o grande azienda, o, sempre più spesso, in società di consulenza);
III) Il manager (coordinatore di risorse umane, tecniche e finanziarie in funzione del raggiungimento degli obiettivi generali dell’azienda);
IV) Il travet (esecutore d’ordini, impiegato di buon comando e modeste ambizioni);
V) Il “broccolone” (capace di tutto, ma buono a nulla).
Di queste, tre (manager, professionista d’impresa e travet) operano in azienda; una quarta (il broccolone) può bazzicarci, ma in genere non per molto. Sono categorie “di destinazione”, nel senso che solo dopo qualche anno emergerà, o prenderà forma, la vostra caratterizzazione: nel frattempo, sarete “in formazione” e poi giovani professionisti e quadri. Di solito è dopo 2-3 anni che arriva il momento decisivo, con lo scivolamento verso la broccolonaggine o il travettismo, o il salto verso il management o il professionismo d’impresa.
Il test funziona nel seguente modo: troverete 15 gruppi di 5 affermazioni ciascuno; dovete, per ogni gruppo, dare il punteggio di 5 all'affermazione in cui vi riconoscete di più, di 4 alla seconda, di 3 alla terza e così via.
Ed ecco il test:
•A• più lavoro meno mi stanco
•B• tutto va pianificato e organizzato
•C• la pignoleria è un pregio
•D• il buon giorno si vede dal mattino
•E• voglio sapere esattamente cosa devo fare
•A• se ho un’idea in testa, vado avanti anche a costo di pestare molti piedi
•B• ho un certo ascendente sugli altri
•C• la gente si fida di me
•D• non mi faccio influenzare dagli altri
•E• non rompetemi le balle, e io non le romperò a voi
•A• difficilmente mi faccio fregare
•B• sono molto freddo e razionale nelle decisioni
•C• mi piace la precisione, detesto l’ambiguità
•D• cerco sia l’uovo oggi che la gallina domani
•E• non mi piace farmi stressare
•A• ”rischio” è una parola che mi piace
•B• ”risultato” è la mia parola d’ordine
•C• ”far bene le cose” è il mio punto di riferimento
•D• ”fare sistema” è ciò che conta veramente
•E• “una cosa per volta” e allora tutto fila liscio
•A• chi fa da sé fa per tre
•B• fai fare agli altri tutto quello che puoi non fare tu
•C• io ho quel che ho donato
•D• ascolta il respiro del mondo.
•E• chi fa, sbaglia
•A• una sola passione, ma grande
•B• tante piccole passioni, bruciate fino in fondo
•C• una sola passione, ma sincera
•D• tante passioni e grandi.
•E• le passioni si pagano
•A• il tempo è una variabile dipendente
•B• il tempo è il vero avversario
•C• il tempo è un mezzo di misura
•D• il tempo, grande scultore.
•E• il tempo va preso con calma
•A• il tempo libero non esiste
•B• nel tempo libero mi diverto come sul lavoro
•C• il tempo libero è importante
•D• il tempo è sempre libero.
•E• il tempo libero è sempre sacro
•A• ciò che mi dà fiducia è la mia determinazione
•B• ciò che mi dà fiducia è la mia intelligenza
•C• ciò che mi dà fiducia è la mia preparazione
•D• ciò che mi dà fiducia è la mia fiducia in me
•E• ciò che mi dà fiducia è l’ambiente intorno a me
•A• bisogna pensare al dopodomani
•B• bisogna pensare al domani
•C• bisogna pensare alla costante quotidianità
•D• bisogna pensare a cosa pensare
•E• bisogna pensare a cosa fare stasera
•A• la vita è la continuazione della creazione
•B• la vita è una sfida continua
•C• la vita è far bene le cose
•D• la vita è un sogno
•E• la vita è tutte le cose
•A• con gli altri se devo litigare litigo
•B• faccio il duro, ma accetto il compromesso
•C• cerco sempre una mediazione ragionevole
•D• non mi abbasso a litigare con chi non è al mio livello
•E• litigare non risolve mai nulla
•A• bisogna distruggere per poter creare
•B• tutto è confrontabile e pesabile, anche realtà disomogenee
•C• si possono misurare solo realtà omogenee
•D• spesso le cifre nascondono più di quanto dicano
•E• non poniamoci domande cui non sappiamo rispondere
•A• l’avvoltoio e la iena fanno un mestiere tutto sommato utile
•B• nella caccia, un branco deve avere gerarchie, organizzazione, coesione
•C• il lavoro ai fianchi conta più del colpo di grazia
•D• per cacciare, occorre avere fame
•E• fate cacciare gli altri, io preferisco lavare i piatti
•A• le regole sono fatte per essere cambiate
•B• le regole valgono in funzione della loro reale utilità
•C• finché ci sono, le regole vanno rispettate come sono
•D• le regole devono tenere conto dei bisogni di ciascuno
•E• le regole sono regole
Ora sommate i punteggi di tutte le affermazioni A, e lo stesso per B, C, e D ed E. Otterrete così un punteggio per ciascuna delle quattro lettere.A corrisponde alla figura dell'imprenditore/lavoratore autonomo, B del manager, C del professionista d'impresa, D del broccolone, E del travet. La figura o le figure in cui avrete totalizzato almeno 50 punti saranno le dominanti, quelle con meno di 35 individuano le caratteristiche da voi più lontane.
Io ho fatto:
A 38
B 54
C 51
D 32
E 49
12 giugno 2008
22 febbraio 2008
La materia oscura esiste
Se la si potesse vedere assomiglierebbe a un'immensa ragnatela che da un capo all'altro occuperebbe una porzione di cielo di 270 milioni di anni luce (un anno luce corrisponde a circa 9 mila miliardi di chilometri): ma nessuno la può vedere, perché si tratta di "materia oscura", una materia che si sa che esiste, ma di cui non si conosce la composizione, perché risulta invisibile a ogni tipo di lunghezza d'onda. Gli astronomi la cercano da anni, ne ipotizzano la composizione, ma nulla al momento lascia trapelare di cosa sia realmente fatta. E' per questo che la sua esistenza è stata addirittura messa in dubbio. Ma ora c'è la conferma della sua realtà.Ma come è possibile aver visto la "materia oscura" se questa risulta invisibile? Gli astronomi hanno usato un trucco che offre la natura. Sfruttando la fotocamera digitale più grande del mondo di cui è dotato il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht) posto sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli "effetti gravitazionali" della materia oscura sulla luce visibile, un fenomeno chiamato effetto della "lente gravitazionale debole". In altre parole la luce che arriva sulla Terra da galassie lontane, mentre viaggia nello spazio, è deviata dalla "materia oscura" a causa della sua massa.
Con questa scoperta giunge la conferma a ciò che si ipotizzava da tempo: la materia visibile che compone l'Universo - tutti i pianeti, le stelle e gli oltre 120 miliardi di galassie - costituiscono solo il 4%. Il resto, il 96%, non si sa cosa sia, ci è "oscuro". Il 70% di questa "oscurità" è "energia oscura", il 26% è la materia oscura di cui gli astronomi canadesi e francesi hanno scoperto l'esistenza.
I dubbi che l'Universo non è composto solo da ciò che vediamo emersero attorno agli anni '70, quando gli astronomi cominciarono a notare che c'era qualcosa nel nostro Universo che non filava esattamente con le leggi della fisica. Scoprirono, infatti, che applicando le leggi della forza di gravità note fino ad allora, le galassie a spirali, quelle cioè che hanno forma come la Via Lattea, avrebbero dovuto ruotare a una velocità tale che si sarebbero dovute sbriciolare già da tempo, spargendo le stelle per ogni dove. Se si considerano, infatti, gli astri che stanno nelle parti più esterne delle galassie, che si muovono a una velocità di circa 150-200 chilometri al secondo, e si ipotizza che le galassie stesse siano composte solo dalla materia che vediamo, le stelle in questione le avrebbero già dovute abbandonare da tempo. La loro forza centrifuga, infatti, avrebbe dovuto prendere il sopravvento sulla gravità. Ma questo non succede.
Così gli astronomi si chiesero se c'era qualcosa che impediva al fenomeno di verificarsi, un qualcosa che tratteneva la materia visibile impedendole di allontanarsi. Fu così che riscoprirono quanto aveva già ipotizzato nel 1933 l'astronomo Fritz Zwicky. Questi, studiando il comportamento degli ammassi di galassie della Vergine e della Chioma, ipotizzò che per spiegare i movimenti delle stelle che si vedevano vi doveva essere 400 volte più materia rispetto a quella che si poteva desumere dalla luce delle stelle visibili. Zwicky chiamò quella massa mancante "materia oscura" e nessuna definizione poteva calzare meglio di quella. Altre ipotesi sostengono che, almeno in parte, la materia oscura potrebbe essere costituita da "nane brune", ossia stelle mai nate per la ridotta quantità di idrogeno di cui sono composte che ha impedito l'innesco delle reazioni nucleari.
21 febbraio 2008
2029: Robot umanoidi e uomini bionici
Una previsione che suona azzardata se non addirittura risibile per la pretesa precisione, se a farla non fosse Ray Kurzweil, padre del riconoscimento ottico dei caratteri e della musica di sintesi.
“Avremo l’hardware e il software necessario per raggiungere livelli d’intelligenza artificiale paragonabili con quelli umani. Le macchine avranno anche la flessibilità e l’intelligenza emozionale”, ha dichiarato Kurzweil a un corrispondente di BBC News.
L'IT, in base alla cosiddetta legge del ritorno accelerato, vedrà i propri risultati avanzare esponenzialmente rispetto alle conquiste tecniche conseguite. Grazie a questo progresso, che consentirà in mezzo secolo un balzo pari a 32 volte quello compiuto dall'umanità negli ultimi 50 anni, l'informatica e la biologia si fonderanno definitivamente.
“Siamo già nella civiltà dell’uomo-macchina - spiega -. Usiamo la tecnologia per espandere gli orizzonti fisici e mentali. Quello che vedremo in futuro sarà solo un’estensione di ciò che già viviamo”.
Una riflessione che certamente avrà fatto anche chi giornalmente passa ore e ore in auto nel traffico oppure davanti a un computer, ma senza l’ottimismo della ‘vision’ di Kurzweil.
Tra le prospettive più futuristiche, Kurzweil cita l’utilizzo di nanobot per intervenire sul cervello umano, potenziare intelligenza e memoria o partecipare alla realtà virtuale.
"I nanobot - spiega - ci renderanno più intelligenti, capaci di ricordare di più e meglio, ci proietteranno automaticamente in ambienti di realtà virtuale attraverso il sistema nervoso."
Non vi ricorda il film Matrix?!?
Kurzweil è stato chiamato dalla National Academy of Engineering USA, assieme ad altri 17 guru internazionali, a elencare le maggiori sfide tecnologiche per il ventunesimo secolo.
Non si tratta della prima provocazione da parte di Ray Kurzweil, scienziato controverso ma sempre una spanna avanti ai suoi tempi. Non per nulla lo scienziato fa parte dei 18 visionari incaricati dalla U.S. National Academy of Engineering di prevedere le sfide tecnologiche del prossimo secolo, insieme tra gli altri al discussissimo Craig Venter. Kurzweil è stato un pioniere negli ambiti più svariati, dal riconoscimento ottico dei caratteri, che consente la conversione in una stringa di caratteri di immagini contenenti testo, alla sintesi text-to-speech, insieme di tecnologie per il riconoscimento dei discorsi. Ha già scritto numerose opere sull'intelligenza artificiale, sul transumanesimo, sulla singolarità tecnologica.
Le sfide identificate sono le seguenti: rendere più accessibile l’energia solare, produrre energia da fusione atomica, sviluppare tecniche per la cattura della CO2 (il gas responsabile dell’effetto serra), controllare il ciclo dell’azoto, offrire accesso all’acqua potabile, fare il ‘reverse engineering’ del cervello umano, prevenire il rischio nucleare, rendere sicuro il cyberspazio, migliorare la realtà virtuale, migliorare le infrastrutture urbane, sviluppare l’informatica per la salute, progettare migliori medicine, sviluppare l’apprendimento personalizzato e esplorare le frontiere della natura.
Fonti:
voceditalia.it
theinquirer.it
ilsole24ore.com
20 febbraio 2008
Bug nei form di login ASP
Infatti inserendo una certa username e password è possibile accedere in molti sistemi che prevedono appunto un controllo dell'esistenza di un utente.
Uno dei sistemi più famosi afflitto da questo bug è AdMentor in tutte le sue versioni.
Il problema sta nel fatto che inserendo come username e password il seguente codice:
'OR''='
(apice singolo, OR, apice singolo, apice singolo, uguale, apice singolo)
Ecco quindi che possiamo effettuare un semplice controllo sull'username e la password inserite che può essere simile a :
username = Request.Form("username")
If InStr(username,"=") Then
Response.redirect "errore.asp"
End If
e lo stesso controllo sulla password.
In questo modo sarà impossibile inserire qualsiasi username e password che presentano un uguale (=), carattere spesso vietato nell'uso di dati come username e password appunto.
Perchè si riesce ad entrare nel sistema? Semplice perchè in questo modo la stringa che effettua il controllo:
SELECT * FROM utenti WHERE username = '" & username & "' AND password = '" & password & "'"
che diventerà
SELECT * FROM utenti WHERE username = ''OR''='' AND password = ''OR''=''"
Problema segnalato da Luca Bigon a webmasterpoint che ha ottenuto l' "informazione ufficiale" da : SevurityFocus.
Fonte: http://www.webmasterpoint.org/asp/pratica/51.asp
07 ottobre 2007
Temperamatite
Smau 2007 senza Microsoft?!?
05 ottobre 2007
Salvataggi di Tomb Raider Anniversary
In più ci stavo giocando bella tranquilla quando ha cominciato a non aprirsi più perchè diceva di essere scaduto o che i dati sei salvataggi erano rovinati... accidenti! Fortunatamente dal sito tombraiderchronicles fanno scaricare un programmino che crea i salvataggi e da li ho potuto continuare il gioco!

Che soddisfazione essere sulla testa della Sfinge!! :D
05 settembre 2007
Forse Trojan in tecnozoom.it
04 settembre 2007
Aereo in google maps
09 agosto 2007
Nasa, decolla lo shuttle Endeavour
La missione, la prima per la navetta in cinque anni, durerà undici giorni e prevede tre passeggiate spaziali. E' la prima di una lunga serie: la Nasa ne ha in programma altre 11, necessarie per completare la Stazione entro il 2010. Data entro la quale le tre navette shuttle superstiti (Endeavour, Atlantis e Discovery) saranno ritirate dal servizio attivo e sostituite dalla Orion, che ha l'obiettivo di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2020.
Per la Nasa, quindi, il lavoro della Endeavour sarà cruciale. Non solo il programma di lavoro presso la Stazione spaziale internazionale (Iss) è lungo e complesso, ma l'agenzia spaziale ha anche bisogno di mandare segnali positivi dopo gli scandali che ne hanno fatto vacillare la reputazione nell'ultimo anno: l'arresto di un'astronauta impazzita per amore, i piloti fatti volare ubriachi, i tentati sabotaggi (link).
E proprio per migliorare la propria immagine, la Nasa ha inserito fra le sette persone che compongono l'equipaggio, anche una maestra elementare. Si chiama Barbara Morgan, ha 55 anni, ed era la riserva di Christa McAuliffe, l'insegnante del Challenger esploso 73 secondi dopo il lancio, il 28 gennaio 1986. Il programma della Morgan prevede tre sessioni di 20 minuti ciascuna di lezioni in diretta dallo spazio, che saranno trasmesse a bambini in varie parti del mondo, oltre a una serie di altre attività educative.
(9 agosto 2007)
Articolo preso da Repubblica.it
L’archivio proibito della Shoah
Nell’ottobre 2006 ricorreva il 62° anniversario della deportazione degli ebrei romani nei campi di concentramento nazisti. Il presidente del Consiglio Prodi inviò il rituale messaggio al presidente della comunità ebraica di Roma, aggiungendovi una buona novella: «Come Le è noto, il Governo italiano ha sottoscritto, lo scorso luglio, un accordo internazionale per l’apertura degli archivi di Bad Arolsen, i cui documenti offriranno un ulteriore motivo di riflessione su ciò che la furia sterminatrice generata dall’odio degli uomini contro altri uomini può produrre. Da questi Archivi riemergeranno anche i ricordi di tanti ebrei romani che è nostro dovere non lasciare nell’oblio». Tutto bene, dunque. Se non che, da allora, il governo italiano non ha preso nessuna misura per rendere operativi gli accordi: aggiungendo così, mistero a mistero.A Bad Arolsen, cittadina dell’Assia, in una ex caserma delle SS, viene custodito uno dei più grandi archivi segreti del mondo, oltre 50 milioni di fascicoli che occupano 26 chilometri di schedari. Contengono un’enormità di dati sulla sorte di oltre 17 milioni di vittime dei nazisti, deportate dai Paesi occupati. Nel 1955, in base a un accordo internazionale, l’intero archivio venne affidato alla Croce Rossa, che deve risponderne a una specie di consiglio di amministrazione costituito da 11 Stati: Germania, Israele, Italia, Stati Uniti, Belgio, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Polonia.
Israele e Usa furono, da subito, favorevoli all’apertura pubblica dell’archivio, mentre forti resistenze sono sempre venute dalla Germania, ufficialmente per la difesa della privacy, tutelata rigidamente in quel Paese. È vero, infatti, che i documenti contengono per lo più notizie personali e riservatissime: quali prigionieri furono accusati dai nazisti - a ragione o a torto - di omicidio, incesto, pedofilia, omosessualità, chi collaborò con i carnefici, chi servì da cavia agli esperimenti medici ecc.. A parte la tutela della privacy, però ci sono interessi (e sospetti) concreti. Il governo tedesco ha già dovuto pagare 80 miliardi di dollari in risarcimenti e l’apertura degli archivi (finora a disposizione soltanto dei familiari che ne facciano richiesta) potrebbe provocare tante nuove richieste di risarcimento, oltre a possibili cause per la diffusione di dati personali.
Prima del 2006, i governi italiani avevano almeno una giustificazione di solidarietà con la Germania. Tuttavia, in seguito alle pressioni internazionali, nell’aprile del 2006 il governo tedesco dette il proprio assenso, seguito subito dopo dagli altri governi. La decisione però deve essere ratificata, e l’Italia si è dimostrata la più restia a farlo, nonostante l’invito del governo tedesco. Tanto che nel dicembre del 2006 il presidente della Commissione esteri del Senato americano ha scritto all’ambasciatore italiano sollecitando la ratifica, invano.
Quattro mesi dopo è stata Hillary Clinton a presentare una risoluzione sullo stesso argomento. Pressioni diplomatiche, assidue quanto inutili, sono state fatte sul nostro governo da Israele. Alla fine di giugno di quest’anno l’onorevole Valdo Spini ha presentato un’interrogazione parlamentare - caduta nel vuoto - al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che dovrebbe prendere l’iniziativa della ratifica.
Tutto ciò avveniva mentre lo stesso governo italiano, nella figura del ministro della Giustizia Mastella, si proponeva di varare leggi contro i «negazionisti» dell’Olocausto: e gli archivi di Bad Arolsen possono costituire la prova scientifica determinante di quanto avvenuto, e come, nei campi di concentramento nazisti.
La resistenza passiva del governo italiano è dunque così grave da far escludere, come possibile motivazione, un semplice «dispetto» agli Stati Uniti e a Israele, non amati dal nostro ministro degli Esteri. Sul Riformista di ieri Paolo Soldini ha avanzato tre ipotesi, già accampate dagli storici, per spiegare il mistero: 1) Le Assicurazioni Generali dal 1918 stipularono numerose assicurazioni sulla vita nei Paesi dell’Est, dove vivevano molti ebrei; durante la Seconda Guerra Mondiale, le polizze stipulate nei Paesi occupati dai tedeschi furono incamerate nelle casse del grande gruppo assicurativo. L’apertura dell’archivio potrebbe far riaprire cause di risarcimento costosissime per uno dei colossi della finanza italiana. 2) Secondo alcuni storici americani, a Bad Arolsen ci sarebbero interi file sull’aiuto dato dal Vaticano a criminali di guerra per nascondersi e sfuggire alla giustizia internazionale: un caso per tutti, quello del vescovo romeno Valeria Trifa, corresponsabile del pogrom di Bucarest del 1941, nascosto in Vaticano e poi aiutato a mettersi in salvo. 3) L’ultima ipotesi è che le carte di Bad Arolsen contengano prove della responsabilità di alcuni italiani nello sterminio: forse «Funzionari dell’amministrazione pubblica italiana», si chiede il Riformista, «che magari hanno continuato indisturbati la loro carriera “dopo”?».
La Farnesina ha reagito all’attacco del quotidiano arancione, solitamente amico, con un comunicato in cui promette una semplificazione delle procedure di ratifica e una soluzione «in tempi rapidi» del problema. Una promessa già fatta in precedenza, e non mantenuta. C’è da augurarsi che stavolta non sia così perché – oltre la conoscenza storica e la giustizia – ne risentirebbe la credibilità italiana nel mondo.
Giordano Bruno Guerri
www.giordanobrunoguerri.it
24 luglio 2007
Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Venerdì sera sono andata al cinema a vedere Harry Potter e l'ordine della Fenice.Bello! In alcuni punti anche un po' thriller...
Una storia carina anche se in alcuni punti un po' tirata, ad esempio non si capisce perchè Silente (il preside della scuola di maghi) si comporta in quel modo e poi quando lo spiega non sta in piedi la scusa.
Sicuramente molto meglio del 4 che mi aveva proprio deluso!
Quello che mi ha fatto rimanere un po' è vedere l'attore che fa Harry così bello e soprattutto così... uomo!
Hermione invece se la cava meglio perchè è bellissima ma può passare ancora per una sedicenne:
Purtroppo il Tg2 del 21/07/07 delle 13 circa ha svelato gli eventi principali del settimo libro e anche il finale, rovinandoci tutto.Accidenti!!!!
02 luglio 2007
Informatica, ennesimo inciampo di Repubblica
Ecco una cattura della schermata di Repubblica, presa prima che l'imbarazzo (si spera) la obliteri:
Dice la didascalia: "Trecento computer portatili low-cost, tutti colorati e pensati apposta per i più piccoli, sono stati donati da un'associazione americana a una scuola nigeriana di Abuja. Peccato che lì non arrivi l'elettricità. L'Olpc, fondata da Nicholas Negroponte, porta avanti infatti un programma per favorire l'informatizzazione nei paesi in via di sviluppo, donando pc portatili da 100 dollari. Che, per ora, alla scuola Galadima non potranno essere usati."
L'articolista, ovviamente, non s'è chiesto cosa potesse essere quella curiosa manovella gialla che sporge dal laptop in questione. Un temperamatite, forse? Una leva come quella delle vecchie calcolatrici meccaniche? La leva del ritorno carrello delle macchine per scrivere? Una sofisticata antenna Wifi? Un talismano per allontanare il malocchio?
Come sa chiunque segua realmente l'informatica, quello non è un laptop qualsiasi. E' XO, lo speciale computer portatile realizzato appositamente per i bambini dei paesi in via di sviluppo dal progetto One Laptop Per Child. I progettisti, che non sono scemi come li dipinge l'articolo, sanno benissimo che in molti paesi in via di sviluppo non c'è l'elettricità, per cui hanno realizzato un laptop Linux a bassissimo consumo, alimentato da batterie ricaricabili anche a mano. Usando, per esempio, l'apposita manovella gialla.
Se Repubblica si fosse presa la briga di controllare prima di sparare l'ennesima bufala (cito giusto un paio di precedenti mirabili), avrebbe scoperto che questo fatto è scritto chiaramente nel sito dell'OLPC: "XO can be recharged by human power".
Ma ancora una volta, la voglia di scoop e di soddisfare un preconcetto hanno prevalso. Complimenti a tutti gli interessati per la grande lezione di giornalismo informatico.
Fonte:
Articolo di Paolo Attivissimo
Quindicesimo anniversario della croce della Zeda
Sono salita al monte Zeda sopra Intra con il CAI di intra e gli amici in occasione del 15° anniversario della croce che c'è in cima.
Parto con molta poca voglia e indecisione...
La nebbia umida ci entra nelle ossa ma noi saliamo imperterriti!
Franco R. ci guida lungo un tratto finalmente pianeggiante. 
Accidenti! Sono rimasta indietro! Ma come corre Liborio!

La Zeda ci da il contentino aprendosi un attimo per farci vedere la cima con la croce e richiudendosi quasi subito dopo.
La messa sulla cima è molto commovente ricordando gli amici perduti in montagna.
Torniamo verso la via principale dopo aver deviato verso una sorgente.
La velocissima Ada ci guida nella discesa finale dove ritroviamo anche un po' di sole.
Mangiamo dagli ospitali alpini di Ghiffa.
Liborio ritrova una cara amica: Emma.
Chi è nato ad agosto si alzi, si alzi! E bevilo! Bevilo! Bevilo!
Copio qui un pezzo del diario che ho scritto oggi:
"Era da tanto tempo che non mi sentivo così, mi sono sentita accolta e protetta e provavo una sincera ammirazione per tutte le persone che erano presenti sentendomi in ogni momento felice di poter essere li. Era da tanto tempo che non mi capitava la bellissima emozione di sentirsi tutti uniti in qualche cosa e tutti felici di essere assieme, come se si fosse tutti una famiglia e ora, anche se sono in ufficio a sbrigare lavori noiosi, so che da qualche parte ci sono quelle persone e che ho qualcosa in comune con loro perchè ho fatto parte di una giornata che rimarrà impressa e quindi non mi sento più sola perchè penso che nei loro ricordi ci sono anche io. Quando sarò triste e in brutti momenti e mi sentirò delusa dalle persone che mi fanno star male o un po' depressa per le fatiche della vita, penserò a ieri, alle persone che non vedo l'ora di rivedere e alla cima della Zeda che mi ha sedotto facendomi soffrire ma, nel momento più brutto, scoprendosi dal suo scialle bianco facendomi vedere la punta in modo che ritrovassi la forza per arrivare e poi mi ha sfidato a tornare per poter vedere il panorama che ieri non ci ha concesso. Durante la messa abbiamo cercato di fare un filmato del canto del Signore delle cime ma la fotocamera si è rifiutata di farlo, allora ho registrato il filmato nella mia mente e per tutto il resto della giornata mi sono sforzata di imprimere nei byte del mio cervello le fotografie di tutto quello che riuscivo perchè ho voglia di rivivere ogni giorno quello che è successo ieri, voglio che non mi abbandoni mai!"
Un ringraziamento particolare va a Franco R. che ci ha guidato durante il sentiero e mi ha aiutato ad arrivare in cima quando mi sentivo demoralizzata dalla nebbia. Un ringraziamento anche a Liborio che ci ha invitato e quindi dato la possibilità di avere questa bellissima esperienza. Un ulteriore, ma non meno importante, ringraziamento a tutte le persone presenti che mi hanno dato tantissimo.
Chi vuole le foto aggiunga un commento sotto o mi mandi una mail.
Sabrina
24 maggio 2007
Un posto chiamato qui - Cecelia Ahern
Vi consiglio vivamente questo libro che mi ha dato molto e mi ha fatto capire che, forse, anche io ho una speranza di migliorare il mio carattere e risolvere i miei problemi. No, non fraintendete, non è un libro melassa per ragazze o una love story. E' un romanzo avvincente che tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Non è un thriller come quelli che vanno tanto di moda. Fa usare il cervello una volta tanto, ma senza infastidire.Buona lettura :)
Breve descrizione:
Da quando una sua compagna di classe, anni prima, è scomparsa nel nulla, la protagonista è ossessionata dall'idea di perdere cose e persone: per questo è perennemente in fuga dai legami, siano l'affetto di genitori o l'amore del suo analista. Forse per questo ha deciso di dedicare la propria vita a cercare persone scomparse, offrendo ai familiari disperati un barlume di speranza. Poco prima di incontrare un uomo che da un anno non ha più notizie del fratello, scompare però anche lei: mentre fa jogging imbocca un sentiero poco tracciato in un bosco sconosciuto, e si ritrova in un luogo magico e reale al tempo stesso. Un posto chiamato Qui, dove finiscono tutte le cose e le persone che si sono smarrite, tutte le sensazioni, le voci, i suoni e gli odori che sono stati dimenticati. Un mondo parallelo dove Sandy ritrova i propri oggetti perduti e le persone che ha cercato per tutta la vita, dimenticando di cercare se stessa. E ora, lontana dai propri cari e dalla casa da cui per tanti anni è fuggita, Sandy vuole disperatamente una sola cosa: escogitare il modo per tornare indietro. Per la prima volta in vita sua è lei che vuole essere trovata...
Dettagli:
- Titolo: Un posto chiamato Qui
- Autore: Ahern Cecelia
- Traduttore: Maffi M.
- Editore: Sonzogno
- Data di Pubblicazione: 2007
- Collana: Romanzi
- ISBN: 8845413845
- Pagine: 393
- Reparto: Narrativa straniera
Tomb Raider Anniversary èmmmiooooo!!!
Ho provato un po' ieri sera a girare per la casa e mi venivano le lacrime per la commozione!
E' bellissimo!
Ecco uno screenshot del giardino:

Ok ok... lo ammetto! questo non l'ho fatto io ma l'ho scopiazzato da tombraiderchronicles. Ma stasera salvo quello vero e lo metto :)


18 aprile 2007
LA SAUNA
STORIA
Questo procedimento termico è tra i più antichi e conosciuti del mondo.
Pare, infatti, che già negli antichi insediamenti aztechi, le donne partorissero in una sorta di capanna "sudatoria", così da poter beneficiare del calore lenitivo e rilassante per alleggerire le doglie.
Ma, accanto alle proprietà terapeutiche, per molti popoli, tra cui gli indiani sioux, il bagno di sudore rappresentava anche una funzione di purificazione.
Dopo la caduta dell'impero romano, gli arabi ripresero la tradizione dei bagni riscaldati delle terme romane con dei bagni, chiamati "hammam" (arabo: "scaldare"), più piccoli e con una procedura di balneazione più semplice. Nelle terme romane, dopo l'attività fisica, si entrava nel tepidarium, poi nel calidarium ed infine nel laconicum, la stanza finale più calda, riscaldata con aria secca ad altissima temperatura, infine dopo la pulizia del corpo e i massaggi, si faceva una nuotata nella piscina del frigidarium, seguita dalla frequentazione di biblioteche o spettacoli.
Nella tradizione araba, il ciclo si è ridotto: l'hammam è formato essenzialmente da tre sale in cui ci si lava, una sala è molto calda (harara), una tiepida e l'ultima fresca; si inizia di solito dalla sala più calda. Alla fine del ciclo si possono fare dei massaggi.
Le tradizioni della sauna si sono conservate e perfezionate soprattutto in Finlandia dove veniva praticata già nel 1100, in un buco scavato nel terreno e poi coperto.
PRIMA DI FARE LA SAUNA
In molti contesti attuali la sauna e altri trattamenti simili vengono proposti come momento di benessere e piacere. Magari annessi a piscine, palestre, nei cosiddetti fitness o beauty club, dove spesso manca l'adeguata assistenza di personale specializzato che sorvegli affinché il trattamento sia privo di rischi. La sauna non è solo un momento di piacere e rilassamento, ma può essere anche un momento di terapia per conseguire risultati clinici, come accade ad esempio nei centri termali, e richiede quindi delle indicazioni mediche specifiche. è pertanto necessario, per prima cosa, accertarsi di essere in buona salute effettuando una visita (con lo Specialista in Medicina dello Sport o con il Cardiologo), eseguendo anche un elettrocardiogramma per controllare la funzionalità del proprio apparato cardio-circolatorio e misurando i propri valori di pressione arteriosa. Il medico, dopo la visita, potrà indicare i tempi, le modalità di utilizzazione e l'elenco delle eventuali controindicazioni della sauna stessa; va infatti ricordato che la brusca perdita di ingenti quantità di liquidi e di sali minerali (come può avvenire in seguito a sudorazione profusa) può non essere tollerata da tutti e rischia di provocare uno shock ipovolemico* (diminuzione del volume del sangue circolante). Specialmente chi ha problemi cardiaci e/o di pressione arteriosa dovrebbe sottoporsi a questa pratica solo dopo un'attenta valutazione del medico.
(*IPOVOLEMIA = diminuzione volumetrica del sangue che si verifica per esempio, durante gli stati di shock.)
SAUNA FINLANDESE
Molti sono i metodi di esecuzione: la classica "sauna finlandese" viene effettuata in ambienti appositamente predisposti, nei quali la temperatura viene portata a circa 60° C per mezzo di stufe idonee.
L'interno e le panchine dove coricarsi devono essere in legno grezzo, di pioppo o abete.
La stufa è un'altra componente indispensabile: può essere scaldata a carbone, legna, carbonella o elettricità. Sul forno, le pietre vulcaniche servono per incamerare calore e distribuirlo nell'ambiente.
Dopo un primo "bagno" di aria secca (la cui durata può essere di 10-15 minuti), si continua con un "bagno di vapore surriscaldato", ottenuto gettando acqua sulle pietre roventi (della durata di 10-15 minuti). In questo modo, saturando l'ambiente di umidità, si favorisce un'abbondante sudorazione visto che l'acqua, evaporando immediatamente, fa sì che la temperatura nella cabina cresca di alcuni gradi.
Altri oggetti importanti sono, quindi, un secchio e un mestolo per l'acqua (sempre di legno), il termometro da parete e un orologio.
Per consentire una miglior vasodilatazione dei vasi sanguigni superficiali ci si può percuotere con rami di betulla. Questa tecnica viene usata soprattutto durante il getto di vapore. I finlandesi raccolgono i rami di betulla nei mesi di giugno e luglio, quando sono ricchi di foglie. I rami vengono seccati e, prima dell'uso, vengono bagnati per farli riprendere. In alternativa si può usare una salvietta bagnata e strizzata.
L'ideale, per i finlandesi, è praticare la sauna in una cabina di legno o pietra, situata il più possibile vicino ad una fonte di acqua naturale fredda (come un fiume, un lago o il mare), in cui immergersi subito dopo. Quando, d'inverno, le acque sono congelate, ci rotola nella neve o ci si tuffa nell'acqua gelida attraverso un buco nel ghiaccio. Al medesimo fine (cioè sciacquare via il sudore e chiudere i pori della pelle), in città, nei centri per il benessere, si usa la doccia fredda.
LA SAUNA IN ITALIA
La temperatura di una classica sauna finlandese varia da 80 a cento gradi, con circa il 20 per cento di umidità, ma molti preferiscono una temperatura più bassa, 60 gradi, ed una percentuale di umidità più alta, tra il 30 ed il 40%.
Solitamente, perché una sauna sia efficace servono un paio di passaggi.
E' opportuno che il primo passaggio non superi i dieci minuti, anzi, le prime volte è meglio evitare il vapore perché l'aria, diventata improvvisamente calda e umida, potrebbe infastidire: in questo caso basta non versare acqua sulle pietre della stufa.
Per evitare giramenti di testa, prima di uscire ci si deve alzare dalla panchina molto lentamente.
Una volta usciti dalla sauna, si fa una doccia con acqua fredda (il getto deve essere dolce) che riporti a livelli normali la temperatura corporea.
Viene, poi, il momento del riposo: avvolti in un accappatoio o con l'aiuto di coperte, ci si stende sul lettino. Questo tempo, non più di quindici minuti, può essere impiegato anche per schiacciare un sonnellino.
Si torna, infine, nella sauna per il secondo passaggio - circa altri dieci minuti - stando attenti a ripetere i medesimi accorgimenti.
A seconda di quanto si è abituati a farlo e più si è in buona forma fisica, si può anche aumentare il numero di passaggi incrementando di volta in volta i minuti tra una doccia e l'altra. Anche per un fisico perfetto e abituato comunque il massimo è mezzora.
Al termine la pelle sarà più morbida ed elastica: un buon latte vegetale (una crema idratante a base di erbe) potrà concludere il trattamento.
EFFETTI
L'alta temperatura ha come effetto più evidente la sudorazione, meccanismo naturale che ha la funzione di regolare la temperatura corporea, mantenendola il più possibile vicina ai 37° C. Attraverso il sudore si eliminano acqua e, aumentando l'attività delle ghiandole sebacee, sostanze tossiche. L'aumento della temperatura corporea ha effetti benefici sulla muscolatura, che si rilassa e diminuisce la sua tensione.
Durante la sauna metabolismo* e battito cardiaco aumentano, si ha vasodilatazione ed il sangue diventa meno "viscoso": queste reazioni facilitano la circolazione del sangue nell'organismo.
Il calore può anche dare benefici a chi soffre di patologie respiratorie (bronchiti, sinusiti e riniti croniche); può favorire un recupero muscolare più veloce (con facilitato rilassamento e smaltimento di acido lattico), un effetto sedativo sulle terminazioni nervose e una ripresa migliore della circolazione periferica.
(*METABOLISMO = insieme dei processi biochimici che si svolgono nelle cellule e negli organi con la funzione di consentirne il mantenimento, l'accrescimento e la moltiplicazione.)
VADEMECUM PER LA SAUNA:
- consultare il proprio medico, in quanto la sauna può avere controindicazioni (malattie cardiache, problemi respiratori, ipertensione, vene varicose, fisico debilitato, età molto avanzata);
- chiedere consiglio sulla durata più corretta da adottare, in considerazione di eventuali situazioni o condizioni fisiche particolari;
- bere molta acqua, prima e dopo la seduta, infatti, con la sauna si ha una grandissima perdita di liquidi e non di grassi, in un'ora si può espellere più di un litro di sudore, con forti rischi di disidratazione;
- nelle ore che precedono la sauna, evitare nel modo più assoluto l'assunzione di alcolici;
- non fare la sauna subito dopo mangiato, ma anche a stomaco completamente vuoto, la frutta può essere un alimento pre sauna ideale;
- se durante la sauna si avvertisse una qualsiasi sensazione di malessere, interrompere immediatamente la seduta;
- tenere in considerazioni alcune regole di igiene come, 1° precedere la sauna con una doccia, 2° coprire i capelli, 3° utilizzare un asciugamano personale per sedersi sulle panche;
- nel dopo sauna è consigliato nutrire la pelle con una buona crema idratante, altrettanto utili possono essere linfodrenaggi o massaggi rilassanti.
DOMANDE FREQUENTI:
è CONTROINDICATA SE SI è AFFETTI DA PATOLOGIE MUSCOLARI E ARTICOLARI?
In caso di patologie localizzate (traumi muscolari e/o osteoarticolari) può essere indicata in virtù del suo effetto decontratturante sulla muscolatura e per l'aumento del metabolismo, che accelera lo smaltimento dei cataboliti tossici che si formano nelle strutture interessate dal trauma; importante poi l'effetto "blocco" a livello dei recettori del dolore.
SI DEVE ENTRARE BAGNATI?
è buona regola fare una doccia a temperatura ambiente per "aprire" i pori e rilassarsi; entrare poi bagnati per qualche minuto nella sauna, uscire nuovamente per fare un'altra doccia più fredda, quindi rientrare nella sauna stessa.
QUANTO DEVE DURARE?
Si consiglia di non superare i 15 minuti e comunque di adattarsi con gradualità, iniziando con tempi più brevi, per evitare disturbi della pressione arteriosa.
SI PUò RISCHIARE IL COLPO DI CALORE?
è possibile, ma si può evitare riconoscendone i sintomi: aumento del battito cardiaco e della temperatura interna, malessere generale, mal di stomaco e sensazione di stordimento sono segni importanti di rischio e si deve interrompere la sauna.
SI PUò USCIRE DALLA SAUNA RAPIDAMENTE?
No. La pressione bassa può far provare una sensazione di capogiro: è sempre meglio uscire con calma e rimanere poi sdraiati per qualche minuto per dare modo alla pressione di tornare alla normalità.
SI PUò MANGIARE PRIMA DELLA SAUNA?
Non bisogna entrare in sauna a stomaco vuoto, ma ci si deve accontentare di uno spuntino leggero: yogurt e frutta vanno bene.
COSA è CONSIGLIABILE DOPO?
Si consiglia una doccia fredda per riportare la temperatura ad un livello normale e per avere un effetto rassodante sulla pelle. è bene, come già detto, concedersi poi qualche minuto di relax, per godere dell'effetto rilassante che il vapore esercita sul corpo.
FA DIMAGRIRE?
è uno dei miti da sfatare: la sauna non ha un effetto dimagrante. Il peso che si perde durante la seduta è legato alla perdita di liquidi con il sudore; liquidi che vengono reintegrati bevendo all'uscita della sauna stessa.
L'abbondante sudorazione provocata dalla sauna, elimina circa un litro d'acqua e pulisce a fondo la pelle, rimuovendo impurità e sostanze tossiche. È evidente, però, che la perdita di liquidi va reintegrata al termine bevendo tisane e succhi di frutta.
La sauna, dunque, non "fa" dimagrire, ma certamente contribuisce a migliorare ricambio e metabolismo.
BERE DURANTE LA SAUNA
è fondamentale reintegrare i liquidi ed i sali minerali persi con il sudore. Meglio comunque evitare le bevande zuccherate, stimolanti e, soprattutto, alcoliche sia prima che durante e dopo la sauna. Tra le bibite indicate ci sono acqua non gasata, tisane di lampone, malva, ortica, tiglio, succhi di frutta o di verdura. Il momento più indicato per bere è, comunque, dopo la sauna.
FA DIVENTARE PIù BELLI?
Indirettamente sì: la pelle (per l'eliminazione delle cellule morte) diviene più luminosa ed elastica. La sauna favorisce inoltre il sonno, migliora la circolazione sanguigna e linfatica, mantiene giovani i tessuti. In pratica la sauna equivale ad una profonda pulizia di tutto il corpo e rende la pelle maggiormente resistente agli agenti atmosferici, dal freddo al caldo, dal vento allo smog.
A PROPOSITO DEI MASSAGGI
Il massaggio in Italia, a causa di carenze legislative, viene effettuato da chiunque senza la necessità di un titolo accademico o scolastico riconosciuto. Il rischio è quindi di imbattersi in personaggi privi della minima qualifica, che effettuano massaggi senza conoscerne le non poche controindicazioni. Deve essere quindi il medico a stabilire la necessità di effettuare un massaggio terapeutico e deve essere un tecnico con un curriculum scolastico e professionale adeguato a eseguirlo.
SAUNA E ATTIVITA' SPORTIVA
Gli effetti benefici della sauna intervengono anche su cuore, sulla circolazione, sulla pelle e sulla respirazione e migliorano la resistenza alle infezioni, quali sinusiti, raffreddori ed influenze.
Inoltre permette un recupero più rapido (velocizzando lo smaltimento delle tossine e dell'acido lattico), causa un effetto sedativo sul sistema nervoso e migliora la circolazione periferica.
Tutto l'organismo risente dunque positivamente di questi effetti che lo rendono più energico e attivo. In Germania, ad esempio, si cominciò a considerare la sauna durante le olimpiadi di Berlino del 1936, quando si constatarono i risultati degli atleti finlandesi che avevano chiesto di avere a disposizione dei bagni di calore.
Sony prova a bloccare le copie ma fa danni
Il problema questa volta è causato dalla protezione anticopia ARccOS, usata in congiunzione con la "storica" - e oramai inefficace - protezione CSS su titoli di primo piano di Sony ed altri, come l'ultimo "Pirati dei Caraibi", "Casino Royale", "L'amore non va in vacanza" e via di questo passo. ARccOS utilizza un certo numero di settori danneggiati, pensati per impedire il normale funzionamento dei software di copia ma che non dovrebbero - almeno in teoria - provocare problemi alla lettura dei dischi sui lettori software o stand-alone.
Teoria che pare si stia rivelando nella pratica un fastidioso fardello per gli utenti, per di più inefficace nella sua azione di contrasto alla copia, illegittima o meno che sia: basta usare uno dei tanti conosciuti software di ripping - AnyDVD, DVDFab Decrypter, o anche il defunto DVD Decrypter - per farsi beffe dei settori danneggiati ed estrarre su hard disk una copia virtualmente perfetta del DVD.
Nel mentre, chi ha avuto la malaugurata idea di acquistare i dischi originali si lamenta: Amazon raccoglie i commenti a caldo dei consumatori arrabbiati per il nuovo problema, e già nascono i primi blog di denuncia, come Sony Strikes Again: Mick B., l'autore del weblog, dice di aver contattato il supporto della multinazionale per ricevere spiegazioni sul malfunzionamento dei nuovi dischi acquistati sul suo lettore Sony DVP-CX995V e altri.
"Siamo a conoscenza del problema" è stata la risposta del personale Sony, indicando espressamente la nuova protezione come l'origine dell'incompatibilità. E dopo aver ribadito che la società non intende modificare o rimuovere tale protezione - "almeno non prima di nuove class action che consumino ancora un po' la faccia a Sony", azzardano su Engadget - il supporto consiglia di rivolgersi al produttore del lettore per ottenere un aggiornamento del firmware che risolva la questione. Ad oggi, Sony stessa pare non abbia disponibile un update adatto per i suoi dispositivi.
Continua, nel mentre, il gioco del gatto col topo nel sempre infuocato settore dei videodischi ad alta definizione HD DVD e Blu-ray: dopo la revoca della device key di WinDVD, viene ora annunciato che i nuovi dischi HD DVD venduti dopo il 23 aprile si rifiuteranno di girare con le vecchie versioni del player software. Gli esperti di crittografia, ad ogni modo, pensano che sia solo questione di tempo- molto poco, in effetti - prima che gli smanettoni riescano a copiare e immettere sul P2P anche i contenuti dei nuovi supporti.
Articolo di Alfonso Maruccia su Punto Informatico

