Di tutto e di più dalla rete e non. Dall'informatica all'astronomia, dalla poesia alla musica, dalla gita del week end ai consigli culinari.
17 ottobre 2008
Javascript Replace /g
Ad esempio ho la frase "ciao+mamma+come+va" e voglio sostituire i più con dei meno.
Ho trovato su un sito che si fa così: testo=testo.replace(/"+"/g,"-");
E invece è così che funziona: testo=testo.replace(/\+/g,"-")
Ciao
26 agosto 2008
Seleziona/Deseleziona tutti i checkbox di un menù
Ora andiamo a creare la funzione checkUncheck:
codice javascript:
function checkUncheck(check)
{
var checks = document.getElementsByName('cbSelez');
for(i = 0; i < checked =" check.checked;">
Questa funzione prende in ingresso come parametro un Element, ovvero un oggetto che rappresenta un TAG della pagina.
La funzione in questo caso otterrà l'elemento chiamante, ovvero il checkbox su cui andiamo a cliccare.
La prima cosa che fa è utilizzare una funzione dell'elemento document, che rappresenta tutta la pagina HTML, chiamata getElementsByName, che ritorna un Array (collezione di oggetti) contenente tutti gli Elementi che hanno name = al paramentro passato (in questo caso il nome dei checkbox).
Sull'array, faccio un ciclo for (una iterazione, c'è anche in asp), e, per ogni elemento dell'array setto la proprietà checked (proprietà dei checkbox che indica se sono selezionati) al valore che il checkbox che vado a cliccare assume.
Ciao
20 giugno 2008
Calcio per non vedenti
I tifosi arrivati con un po' di anticipo per assistere al primo quarto di finale di UEFA EURO 2008™ tra Germania e Portogallo hanno potuto godersi un affascinante prologo in occasione della sfida al St. Jakob-Park tra le nazionali non vedenti di Inghilterra e Spagna.
Calcio per TuttiLa partita rientrava nella campagna promozionale UEFA Calcio per Tutti a sostegno degli sport per disabili ed è stata la prima delle quattro che verranno disputate prima dei quarti di finale in programma a Basilea e all'Ernst-Happel-Stadion di Vienna. Le partite di calcio tra i non vedenti consistono in due tempi di sette minuti, con la presenza di tre guide per parte per fornire istruzioni. Nello stadio è necessario il silenzio per permettere ai giocatori di ascoltarsi, un requisito egregiamente soddisfatto a Basilea. Il pallone, inoltre, contiene un congegno che emette un suono in modo che i giocatori possano accorgersi di quando è nelle vicinanze.
La Spagna si è imposta agevolmente per 3-0, con reti di Martín, Cuadrado e Aguilar. L'inglese David Clarke ha comunque dichiarato di non essere deluso. "Siamo felici di essere qui - ha dichiarato, aggiungendo che giocare in uno stadio così grande ha le sue controindicazioni -. Il rumore del pubblico ci ha un po' ostacolato, anche se sono sicuro che più avanti ce ne sarà molto di più".
Fonte: http://it.euro2008.uefa.com
Articolo del 20/06/08
19 giugno 2008
ASP - Redim Preserve su matrice bidimensionale
Una matrice dinamica deve essere inizializzata con la funzione ReDim, così:
Dim myArr
ReDim myArr(0,1)
Con gli array dinamici, se usi la funzione preserve , puoi ridimensionare solo l'ultimo indice del vettore!
In poche parole, partendo dall'inizializzazione di cui sopra:
ReDim preserve myArr(10,5) non è ammessa
ReDim preserve myArr(0,5) è ammessa
ReDim myArr(10,5) è ammessa
Ciao!
18 giugno 2008
ASP - Ordinare matrice bidimensionale
Sub MultiDimSort()
max = UBound(matrice,2)
Dim arr()
ReDim arr(max)
' per ogni riga dell'array
For i=UBound(matrice,1)-1 To 0 Step -1
' scorri tutte le stringhe dell'array che non sono ancora ordinate
For j=1 To i
' se la stringa attuale è "maggiore" della stringa successiva...
If matrice(j-1,0)>matrice(j,0) Then
'inverto
For z=0 To UBound(matrice,2)
arr(z)=matrice(j-1,z)
Next
For z=0 To UBound(matrice,2)
matrice(j-1,z) = matrice(j,z)
Next
For z=0 To UBound(matrice,2)
matrice(j,z) = arr(z)
Next
End If
Next
Next
End Sub
Mentre questo è il codice per riordinare un array normale (monodimensione):
function SortStringArray(arrStrings)
dim strBuf
' controlla che arrStrings sia effettivamente un array
if isarray(arrStrings) Then
dim i, j
' per ogni stringa dell'array
for i=0 to ubound(arrStrings)-1
' scorri tutte le stringhe dell'array che non sono ancora ordinate
for j=0 to ubound(arrStrings)-1-i
' se la stringa attuale è "maggiore" della stringa successiva...
if arrStrings(j)>arrStrings(j+1) then
' ...inverti la posizione delle due stringhe
strBuf = arrStrings(j+1)
arrStrings(j+1) = arrStrings(j)
arrStrings(j) = strBuf
end if
next
next
end if
SortStringArray = arrStrings
end function
17 giugno 2008
Test sulle attitudini al lavoro
Per capire ciò che possiamo diventare, dobbiamo tener presente sia ciò che siamo, sia ciò che vogliamo: se un grande pianista odia viaggiare, potrà fare magari tanti dischi ma non tanti concerti.
In questo piccolo test mischieremo dunque elementi riferiti alle nostre aspettative ed ai nostri requisiti.
Come capire se si è più portati al lavoro autonomo o a quello dipendente, se si ha il potenziale per diventare buoni manager o seri professionisti d'impresa, se rischiamo di restare broccoloni troppo a lungo, o di non poter essere che umili travet?
Forse il nostro istinto ci dice se preferiamo lavorare da soli o in compagnia, ma a volte sbaglia; forse le circostanze sembrano indicarci una strada più facile, ma che non è sempre quella giusta; forse, infine, la nostra sicurezza o insicurezza in noi stessi sembra aprirci o chiuderci molte porte, ma trova spesso disillusioni o buone sorprese.Il test seguente è poco più di un gioco, ma consente di trovare qualche indizio sulla nostra vocazione.
Tenendo presente che, in ogni caso, manager o professionisti o imprenditori di successo si diventa, non si nasce. Il successo nasce da un 20% di intelligenza, un 20% di "savoir faire", ed un 60% di determinazione, costanza, sacrificio, volontà, impegno (o, come dicono gli americani, "10% inspiration, 90% perspiration", cioè sudore).
La gara per l'affermazione professionale è una gara di fondo, non di velocità: si piazza chi ha più tenuta, chi è meglio allenato. Anche se per vincere occorre avere uno sprint in più.
• il lavoratore autonomo ha una forte vocazione professionale (sa fare bene “quella” cosa, e gli piace), ed ama il rischio e la sfida, il confronto con il “mare aperto” del mercato. D’altro canto, preferisce correre in proprio, non ama la complessità organizzativa;
• il manager non ha una precisa vocazione, ma sa invece muoversi bene in una organizzazione complessa, ed anch’egli ama il rischio, la competizione, la sfida continua;
• il professionista d’impresa non ama molto i rischi, nè la competizione. Però unisce una forte vocazione professionale al gusto di operare in una realtà più articolata, con spirito di servizio;
• il travet certo non ama le sfide, e se non sa muoversi nell’organizzazione sopravvive solo se ha una buona competenza specifica; o all’opposto, non ha particolari competenze ma sa conquistarsi un ruolo nuotando nell’organizzazione come un pesce nell’acqua, costruendo e valorizzando una preziosa rete di conoscenze personali;
• il broccolone, ahilui, non ha vocazione, ed è troppo innamorato di sè per avere spirito di gruppo: può darsi che abbia amore per il rischio, che nel suo caso, viste le premesse, si chiama temerarietà.
Va precisato che la broccolonaggine transitoria può colpire tutti, in momenti di cambiamento o di crisi, in cui le idee faticano a chiarirsi e a diventare progetti, e non è grave se è passeggera. All’uscita dall’Università, tutti siamo un po’ broccoloni. Quando permane, però, è il caso di correre velocemente ai ripari.
I) Il lavoratore autonomo (libero professionista, consulente, piccolo imprenditore, commerciante, etc.);
II) Il professionista d’impresa (specialista di alto livello, che opera nel suo ramo di competenza in una media o grande azienda, o, sempre più spesso, in società di consulenza);
III) Il manager (coordinatore di risorse umane, tecniche e finanziarie in funzione del raggiungimento degli obiettivi generali dell’azienda);
IV) Il travet (esecutore d’ordini, impiegato di buon comando e modeste ambizioni);
V) Il “broccolone” (capace di tutto, ma buono a nulla).
Di queste, tre (manager, professionista d’impresa e travet) operano in azienda; una quarta (il broccolone) può bazzicarci, ma in genere non per molto. Sono categorie “di destinazione”, nel senso che solo dopo qualche anno emergerà, o prenderà forma, la vostra caratterizzazione: nel frattempo, sarete “in formazione” e poi giovani professionisti e quadri. Di solito è dopo 2-3 anni che arriva il momento decisivo, con lo scivolamento verso la broccolonaggine o il travettismo, o il salto verso il management o il professionismo d’impresa.
Il test funziona nel seguente modo: troverete 15 gruppi di 5 affermazioni ciascuno; dovete, per ogni gruppo, dare il punteggio di 5 all'affermazione in cui vi riconoscete di più, di 4 alla seconda, di 3 alla terza e così via.
Ed ecco il test:
•A• più lavoro meno mi stanco
•B• tutto va pianificato e organizzato
•C• la pignoleria è un pregio
•D• il buon giorno si vede dal mattino
•E• voglio sapere esattamente cosa devo fare
•A• se ho un’idea in testa, vado avanti anche a costo di pestare molti piedi
•B• ho un certo ascendente sugli altri
•C• la gente si fida di me
•D• non mi faccio influenzare dagli altri
•E• non rompetemi le balle, e io non le romperò a voi
•A• difficilmente mi faccio fregare
•B• sono molto freddo e razionale nelle decisioni
•C• mi piace la precisione, detesto l’ambiguità
•D• cerco sia l’uovo oggi che la gallina domani
•E• non mi piace farmi stressare
•A• ”rischio” è una parola che mi piace
•B• ”risultato” è la mia parola d’ordine
•C• ”far bene le cose” è il mio punto di riferimento
•D• ”fare sistema” è ciò che conta veramente
•E• “una cosa per volta” e allora tutto fila liscio
•A• chi fa da sé fa per tre
•B• fai fare agli altri tutto quello che puoi non fare tu
•C• io ho quel che ho donato
•D• ascolta il respiro del mondo.
•E• chi fa, sbaglia
•A• una sola passione, ma grande
•B• tante piccole passioni, bruciate fino in fondo
•C• una sola passione, ma sincera
•D• tante passioni e grandi.
•E• le passioni si pagano
•A• il tempo è una variabile dipendente
•B• il tempo è il vero avversario
•C• il tempo è un mezzo di misura
•D• il tempo, grande scultore.
•E• il tempo va preso con calma
•A• il tempo libero non esiste
•B• nel tempo libero mi diverto come sul lavoro
•C• il tempo libero è importante
•D• il tempo è sempre libero.
•E• il tempo libero è sempre sacro
•A• ciò che mi dà fiducia è la mia determinazione
•B• ciò che mi dà fiducia è la mia intelligenza
•C• ciò che mi dà fiducia è la mia preparazione
•D• ciò che mi dà fiducia è la mia fiducia in me
•E• ciò che mi dà fiducia è l’ambiente intorno a me
•A• bisogna pensare al dopodomani
•B• bisogna pensare al domani
•C• bisogna pensare alla costante quotidianità
•D• bisogna pensare a cosa pensare
•E• bisogna pensare a cosa fare stasera
•A• la vita è la continuazione della creazione
•B• la vita è una sfida continua
•C• la vita è far bene le cose
•D• la vita è un sogno
•E• la vita è tutte le cose
•A• con gli altri se devo litigare litigo
•B• faccio il duro, ma accetto il compromesso
•C• cerco sempre una mediazione ragionevole
•D• non mi abbasso a litigare con chi non è al mio livello
•E• litigare non risolve mai nulla
•A• bisogna distruggere per poter creare
•B• tutto è confrontabile e pesabile, anche realtà disomogenee
•C• si possono misurare solo realtà omogenee
•D• spesso le cifre nascondono più di quanto dicano
•E• non poniamoci domande cui non sappiamo rispondere
•A• l’avvoltoio e la iena fanno un mestiere tutto sommato utile
•B• nella caccia, un branco deve avere gerarchie, organizzazione, coesione
•C• il lavoro ai fianchi conta più del colpo di grazia
•D• per cacciare, occorre avere fame
•E• fate cacciare gli altri, io preferisco lavare i piatti
•A• le regole sono fatte per essere cambiate
•B• le regole valgono in funzione della loro reale utilità
•C• finché ci sono, le regole vanno rispettate come sono
•D• le regole devono tenere conto dei bisogni di ciascuno
•E• le regole sono regole
Ora sommate i punteggi di tutte le affermazioni A, e lo stesso per B, C, e D ed E. Otterrete così un punteggio per ciascuna delle quattro lettere.A corrisponde alla figura dell'imprenditore/lavoratore autonomo, B del manager, C del professionista d'impresa, D del broccolone, E del travet. La figura o le figure in cui avrete totalizzato almeno 50 punti saranno le dominanti, quelle con meno di 35 individuano le caratteristiche da voi più lontane.
Io ho fatto:
A 38
B 54
C 51
D 32
E 49
12 giugno 2008
22 febbraio 2008
La materia oscura esiste
Se la si potesse vedere assomiglierebbe a un'immensa ragnatela che da un capo all'altro occuperebbe una porzione di cielo di 270 milioni di anni luce (un anno luce corrisponde a circa 9 mila miliardi di chilometri): ma nessuno la può vedere, perché si tratta di "materia oscura", una materia che si sa che esiste, ma di cui non si conosce la composizione, perché risulta invisibile a ogni tipo di lunghezza d'onda. Gli astronomi la cercano da anni, ne ipotizzano la composizione, ma nulla al momento lascia trapelare di cosa sia realmente fatta. E' per questo che la sua esistenza è stata addirittura messa in dubbio. Ma ora c'è la conferma della sua realtà.Ma come è possibile aver visto la "materia oscura" se questa risulta invisibile? Gli astronomi hanno usato un trucco che offre la natura. Sfruttando la fotocamera digitale più grande del mondo di cui è dotato il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht) posto sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli "effetti gravitazionali" della materia oscura sulla luce visibile, un fenomeno chiamato effetto della "lente gravitazionale debole". In altre parole la luce che arriva sulla Terra da galassie lontane, mentre viaggia nello spazio, è deviata dalla "materia oscura" a causa della sua massa.
Con questa scoperta giunge la conferma a ciò che si ipotizzava da tempo: la materia visibile che compone l'Universo - tutti i pianeti, le stelle e gli oltre 120 miliardi di galassie - costituiscono solo il 4%. Il resto, il 96%, non si sa cosa sia, ci è "oscuro". Il 70% di questa "oscurità" è "energia oscura", il 26% è la materia oscura di cui gli astronomi canadesi e francesi hanno scoperto l'esistenza.
I dubbi che l'Universo non è composto solo da ciò che vediamo emersero attorno agli anni '70, quando gli astronomi cominciarono a notare che c'era qualcosa nel nostro Universo che non filava esattamente con le leggi della fisica. Scoprirono, infatti, che applicando le leggi della forza di gravità note fino ad allora, le galassie a spirali, quelle cioè che hanno forma come la Via Lattea, avrebbero dovuto ruotare a una velocità tale che si sarebbero dovute sbriciolare già da tempo, spargendo le stelle per ogni dove. Se si considerano, infatti, gli astri che stanno nelle parti più esterne delle galassie, che si muovono a una velocità di circa 150-200 chilometri al secondo, e si ipotizza che le galassie stesse siano composte solo dalla materia che vediamo, le stelle in questione le avrebbero già dovute abbandonare da tempo. La loro forza centrifuga, infatti, avrebbe dovuto prendere il sopravvento sulla gravità. Ma questo non succede.
Così gli astronomi si chiesero se c'era qualcosa che impediva al fenomeno di verificarsi, un qualcosa che tratteneva la materia visibile impedendole di allontanarsi. Fu così che riscoprirono quanto aveva già ipotizzato nel 1933 l'astronomo Fritz Zwicky. Questi, studiando il comportamento degli ammassi di galassie della Vergine e della Chioma, ipotizzò che per spiegare i movimenti delle stelle che si vedevano vi doveva essere 400 volte più materia rispetto a quella che si poteva desumere dalla luce delle stelle visibili. Zwicky chiamò quella massa mancante "materia oscura" e nessuna definizione poteva calzare meglio di quella. Altre ipotesi sostengono che, almeno in parte, la materia oscura potrebbe essere costituita da "nane brune", ossia stelle mai nate per la ridotta quantità di idrogeno di cui sono composte che ha impedito l'innesco delle reazioni nucleari.
21 febbraio 2008
2029: Robot umanoidi e uomini bionici
Una previsione che suona azzardata se non addirittura risibile per la pretesa precisione, se a farla non fosse Ray Kurzweil, padre del riconoscimento ottico dei caratteri e della musica di sintesi.
“Avremo l’hardware e il software necessario per raggiungere livelli d’intelligenza artificiale paragonabili con quelli umani. Le macchine avranno anche la flessibilità e l’intelligenza emozionale”, ha dichiarato Kurzweil a un corrispondente di BBC News.
L'IT, in base alla cosiddetta legge del ritorno accelerato, vedrà i propri risultati avanzare esponenzialmente rispetto alle conquiste tecniche conseguite. Grazie a questo progresso, che consentirà in mezzo secolo un balzo pari a 32 volte quello compiuto dall'umanità negli ultimi 50 anni, l'informatica e la biologia si fonderanno definitivamente.
“Siamo già nella civiltà dell’uomo-macchina - spiega -. Usiamo la tecnologia per espandere gli orizzonti fisici e mentali. Quello che vedremo in futuro sarà solo un’estensione di ciò che già viviamo”.
Una riflessione che certamente avrà fatto anche chi giornalmente passa ore e ore in auto nel traffico oppure davanti a un computer, ma senza l’ottimismo della ‘vision’ di Kurzweil.
Tra le prospettive più futuristiche, Kurzweil cita l’utilizzo di nanobot per intervenire sul cervello umano, potenziare intelligenza e memoria o partecipare alla realtà virtuale.
"I nanobot - spiega - ci renderanno più intelligenti, capaci di ricordare di più e meglio, ci proietteranno automaticamente in ambienti di realtà virtuale attraverso il sistema nervoso."
Non vi ricorda il film Matrix?!?
Kurzweil è stato chiamato dalla National Academy of Engineering USA, assieme ad altri 17 guru internazionali, a elencare le maggiori sfide tecnologiche per il ventunesimo secolo.
Non si tratta della prima provocazione da parte di Ray Kurzweil, scienziato controverso ma sempre una spanna avanti ai suoi tempi. Non per nulla lo scienziato fa parte dei 18 visionari incaricati dalla U.S. National Academy of Engineering di prevedere le sfide tecnologiche del prossimo secolo, insieme tra gli altri al discussissimo Craig Venter. Kurzweil è stato un pioniere negli ambiti più svariati, dal riconoscimento ottico dei caratteri, che consente la conversione in una stringa di caratteri di immagini contenenti testo, alla sintesi text-to-speech, insieme di tecnologie per il riconoscimento dei discorsi. Ha già scritto numerose opere sull'intelligenza artificiale, sul transumanesimo, sulla singolarità tecnologica.
Le sfide identificate sono le seguenti: rendere più accessibile l’energia solare, produrre energia da fusione atomica, sviluppare tecniche per la cattura della CO2 (il gas responsabile dell’effetto serra), controllare il ciclo dell’azoto, offrire accesso all’acqua potabile, fare il ‘reverse engineering’ del cervello umano, prevenire il rischio nucleare, rendere sicuro il cyberspazio, migliorare la realtà virtuale, migliorare le infrastrutture urbane, sviluppare l’informatica per la salute, progettare migliori medicine, sviluppare l’apprendimento personalizzato e esplorare le frontiere della natura.
Fonti:
voceditalia.it
theinquirer.it
ilsole24ore.com
20 febbraio 2008
Bug nei form di login ASP
Infatti inserendo una certa username e password è possibile accedere in molti sistemi che prevedono appunto un controllo dell'esistenza di un utente.
Uno dei sistemi più famosi afflitto da questo bug è AdMentor in tutte le sue versioni.
Il problema sta nel fatto che inserendo come username e password il seguente codice:
'OR''='
(apice singolo, OR, apice singolo, apice singolo, uguale, apice singolo)
Ecco quindi che possiamo effettuare un semplice controllo sull'username e la password inserite che può essere simile a :
username = Request.Form("username")
If InStr(username,"=") Then
Response.redirect "errore.asp"
End If
e lo stesso controllo sulla password.
In questo modo sarà impossibile inserire qualsiasi username e password che presentano un uguale (=), carattere spesso vietato nell'uso di dati come username e password appunto.
Perchè si riesce ad entrare nel sistema? Semplice perchè in questo modo la stringa che effettua il controllo:
SELECT * FROM utenti WHERE username = '" & username & "' AND password = '" & password & "'"
che diventerà
SELECT * FROM utenti WHERE username = ''OR''='' AND password = ''OR''=''"
Problema segnalato da Luca Bigon a webmasterpoint che ha ottenuto l' "informazione ufficiale" da : SevurityFocus.
Fonte: http://www.webmasterpoint.org/asp/pratica/51.asp
07 ottobre 2007
Temperamatite
Smau 2007 senza Microsoft?!?
05 ottobre 2007
Salvataggi di Tomb Raider Anniversary
In più ci stavo giocando bella tranquilla quando ha cominciato a non aprirsi più perchè diceva di essere scaduto o che i dati sei salvataggi erano rovinati... accidenti! Fortunatamente dal sito tombraiderchronicles fanno scaricare un programmino che crea i salvataggi e da li ho potuto continuare il gioco!

Che soddisfazione essere sulla testa della Sfinge!! :D
05 settembre 2007
Forse Trojan in tecnozoom.it
04 settembre 2007
Aereo in google maps
09 agosto 2007
Nasa, decolla lo shuttle Endeavour
La missione, la prima per la navetta in cinque anni, durerà undici giorni e prevede tre passeggiate spaziali. E' la prima di una lunga serie: la Nasa ne ha in programma altre 11, necessarie per completare la Stazione entro il 2010. Data entro la quale le tre navette shuttle superstiti (Endeavour, Atlantis e Discovery) saranno ritirate dal servizio attivo e sostituite dalla Orion, che ha l'obiettivo di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2020.
Per la Nasa, quindi, il lavoro della Endeavour sarà cruciale. Non solo il programma di lavoro presso la Stazione spaziale internazionale (Iss) è lungo e complesso, ma l'agenzia spaziale ha anche bisogno di mandare segnali positivi dopo gli scandali che ne hanno fatto vacillare la reputazione nell'ultimo anno: l'arresto di un'astronauta impazzita per amore, i piloti fatti volare ubriachi, i tentati sabotaggi (link).
E proprio per migliorare la propria immagine, la Nasa ha inserito fra le sette persone che compongono l'equipaggio, anche una maestra elementare. Si chiama Barbara Morgan, ha 55 anni, ed era la riserva di Christa McAuliffe, l'insegnante del Challenger esploso 73 secondi dopo il lancio, il 28 gennaio 1986. Il programma della Morgan prevede tre sessioni di 20 minuti ciascuna di lezioni in diretta dallo spazio, che saranno trasmesse a bambini in varie parti del mondo, oltre a una serie di altre attività educative.
(9 agosto 2007)
Articolo preso da Repubblica.it
L’archivio proibito della Shoah
Nell’ottobre 2006 ricorreva il 62° anniversario della deportazione degli ebrei romani nei campi di concentramento nazisti. Il presidente del Consiglio Prodi inviò il rituale messaggio al presidente della comunità ebraica di Roma, aggiungendovi una buona novella: «Come Le è noto, il Governo italiano ha sottoscritto, lo scorso luglio, un accordo internazionale per l’apertura degli archivi di Bad Arolsen, i cui documenti offriranno un ulteriore motivo di riflessione su ciò che la furia sterminatrice generata dall’odio degli uomini contro altri uomini può produrre. Da questi Archivi riemergeranno anche i ricordi di tanti ebrei romani che è nostro dovere non lasciare nell’oblio». Tutto bene, dunque. Se non che, da allora, il governo italiano non ha preso nessuna misura per rendere operativi gli accordi: aggiungendo così, mistero a mistero.A Bad Arolsen, cittadina dell’Assia, in una ex caserma delle SS, viene custodito uno dei più grandi archivi segreti del mondo, oltre 50 milioni di fascicoli che occupano 26 chilometri di schedari. Contengono un’enormità di dati sulla sorte di oltre 17 milioni di vittime dei nazisti, deportate dai Paesi occupati. Nel 1955, in base a un accordo internazionale, l’intero archivio venne affidato alla Croce Rossa, che deve risponderne a una specie di consiglio di amministrazione costituito da 11 Stati: Germania, Israele, Italia, Stati Uniti, Belgio, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Polonia.
Israele e Usa furono, da subito, favorevoli all’apertura pubblica dell’archivio, mentre forti resistenze sono sempre venute dalla Germania, ufficialmente per la difesa della privacy, tutelata rigidamente in quel Paese. È vero, infatti, che i documenti contengono per lo più notizie personali e riservatissime: quali prigionieri furono accusati dai nazisti - a ragione o a torto - di omicidio, incesto, pedofilia, omosessualità, chi collaborò con i carnefici, chi servì da cavia agli esperimenti medici ecc.. A parte la tutela della privacy, però ci sono interessi (e sospetti) concreti. Il governo tedesco ha già dovuto pagare 80 miliardi di dollari in risarcimenti e l’apertura degli archivi (finora a disposizione soltanto dei familiari che ne facciano richiesta) potrebbe provocare tante nuove richieste di risarcimento, oltre a possibili cause per la diffusione di dati personali.
Prima del 2006, i governi italiani avevano almeno una giustificazione di solidarietà con la Germania. Tuttavia, in seguito alle pressioni internazionali, nell’aprile del 2006 il governo tedesco dette il proprio assenso, seguito subito dopo dagli altri governi. La decisione però deve essere ratificata, e l’Italia si è dimostrata la più restia a farlo, nonostante l’invito del governo tedesco. Tanto che nel dicembre del 2006 il presidente della Commissione esteri del Senato americano ha scritto all’ambasciatore italiano sollecitando la ratifica, invano.
Quattro mesi dopo è stata Hillary Clinton a presentare una risoluzione sullo stesso argomento. Pressioni diplomatiche, assidue quanto inutili, sono state fatte sul nostro governo da Israele. Alla fine di giugno di quest’anno l’onorevole Valdo Spini ha presentato un’interrogazione parlamentare - caduta nel vuoto - al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che dovrebbe prendere l’iniziativa della ratifica.
Tutto ciò avveniva mentre lo stesso governo italiano, nella figura del ministro della Giustizia Mastella, si proponeva di varare leggi contro i «negazionisti» dell’Olocausto: e gli archivi di Bad Arolsen possono costituire la prova scientifica determinante di quanto avvenuto, e come, nei campi di concentramento nazisti.
La resistenza passiva del governo italiano è dunque così grave da far escludere, come possibile motivazione, un semplice «dispetto» agli Stati Uniti e a Israele, non amati dal nostro ministro degli Esteri. Sul Riformista di ieri Paolo Soldini ha avanzato tre ipotesi, già accampate dagli storici, per spiegare il mistero: 1) Le Assicurazioni Generali dal 1918 stipularono numerose assicurazioni sulla vita nei Paesi dell’Est, dove vivevano molti ebrei; durante la Seconda Guerra Mondiale, le polizze stipulate nei Paesi occupati dai tedeschi furono incamerate nelle casse del grande gruppo assicurativo. L’apertura dell’archivio potrebbe far riaprire cause di risarcimento costosissime per uno dei colossi della finanza italiana. 2) Secondo alcuni storici americani, a Bad Arolsen ci sarebbero interi file sull’aiuto dato dal Vaticano a criminali di guerra per nascondersi e sfuggire alla giustizia internazionale: un caso per tutti, quello del vescovo romeno Valeria Trifa, corresponsabile del pogrom di Bucarest del 1941, nascosto in Vaticano e poi aiutato a mettersi in salvo. 3) L’ultima ipotesi è che le carte di Bad Arolsen contengano prove della responsabilità di alcuni italiani nello sterminio: forse «Funzionari dell’amministrazione pubblica italiana», si chiede il Riformista, «che magari hanno continuato indisturbati la loro carriera “dopo”?».
La Farnesina ha reagito all’attacco del quotidiano arancione, solitamente amico, con un comunicato in cui promette una semplificazione delle procedure di ratifica e una soluzione «in tempi rapidi» del problema. Una promessa già fatta in precedenza, e non mantenuta. C’è da augurarsi che stavolta non sia così perché – oltre la conoscenza storica e la giustizia – ne risentirebbe la credibilità italiana nel mondo.
Giordano Bruno Guerri
www.giordanobrunoguerri.it
24 luglio 2007
Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Venerdì sera sono andata al cinema a vedere Harry Potter e l'ordine della Fenice.Bello! In alcuni punti anche un po' thriller...
Una storia carina anche se in alcuni punti un po' tirata, ad esempio non si capisce perchè Silente (il preside della scuola di maghi) si comporta in quel modo e poi quando lo spiega non sta in piedi la scusa.
Sicuramente molto meglio del 4 che mi aveva proprio deluso!
Quello che mi ha fatto rimanere un po' è vedere l'attore che fa Harry così bello e soprattutto così... uomo!
Hermione invece se la cava meglio perchè è bellissima ma può passare ancora per una sedicenne:
Purtroppo il Tg2 del 21/07/07 delle 13 circa ha svelato gli eventi principali del settimo libro e anche il finale, rovinandoci tutto.Accidenti!!!!
02 luglio 2007
Informatica, ennesimo inciampo di Repubblica
Ecco una cattura della schermata di Repubblica, presa prima che l'imbarazzo (si spera) la obliteri:
Dice la didascalia: "Trecento computer portatili low-cost, tutti colorati e pensati apposta per i più piccoli, sono stati donati da un'associazione americana a una scuola nigeriana di Abuja. Peccato che lì non arrivi l'elettricità. L'Olpc, fondata da Nicholas Negroponte, porta avanti infatti un programma per favorire l'informatizzazione nei paesi in via di sviluppo, donando pc portatili da 100 dollari. Che, per ora, alla scuola Galadima non potranno essere usati."
L'articolista, ovviamente, non s'è chiesto cosa potesse essere quella curiosa manovella gialla che sporge dal laptop in questione. Un temperamatite, forse? Una leva come quella delle vecchie calcolatrici meccaniche? La leva del ritorno carrello delle macchine per scrivere? Una sofisticata antenna Wifi? Un talismano per allontanare il malocchio?
Come sa chiunque segua realmente l'informatica, quello non è un laptop qualsiasi. E' XO, lo speciale computer portatile realizzato appositamente per i bambini dei paesi in via di sviluppo dal progetto One Laptop Per Child. I progettisti, che non sono scemi come li dipinge l'articolo, sanno benissimo che in molti paesi in via di sviluppo non c'è l'elettricità, per cui hanno realizzato un laptop Linux a bassissimo consumo, alimentato da batterie ricaricabili anche a mano. Usando, per esempio, l'apposita manovella gialla.
Se Repubblica si fosse presa la briga di controllare prima di sparare l'ennesima bufala (cito giusto un paio di precedenti mirabili), avrebbe scoperto che questo fatto è scritto chiaramente nel sito dell'OLPC: "XO can be recharged by human power".
Ma ancora una volta, la voglia di scoop e di soddisfare un preconcetto hanno prevalso. Complimenti a tutti gli interessati per la grande lezione di giornalismo informatico.
Fonte:
Articolo di Paolo Attivissimo
Quindicesimo anniversario della croce della Zeda
Sono salita al monte Zeda sopra Intra con il CAI di intra e gli amici in occasione del 15° anniversario della croce che c'è in cima.
Parto con molta poca voglia e indecisione...
La nebbia umida ci entra nelle ossa ma noi saliamo imperterriti!
Franco R. ci guida lungo un tratto finalmente pianeggiante. 
Accidenti! Sono rimasta indietro! Ma come corre Liborio!

La Zeda ci da il contentino aprendosi un attimo per farci vedere la cima con la croce e richiudendosi quasi subito dopo.
La messa sulla cima è molto commovente ricordando gli amici perduti in montagna.
Torniamo verso la via principale dopo aver deviato verso una sorgente.
La velocissima Ada ci guida nella discesa finale dove ritroviamo anche un po' di sole.
Mangiamo dagli ospitali alpini di Ghiffa.
Liborio ritrova una cara amica: Emma.
Chi è nato ad agosto si alzi, si alzi! E bevilo! Bevilo! Bevilo!
Copio qui un pezzo del diario che ho scritto oggi:
"Era da tanto tempo che non mi sentivo così, mi sono sentita accolta e protetta e provavo una sincera ammirazione per tutte le persone che erano presenti sentendomi in ogni momento felice di poter essere li. Era da tanto tempo che non mi capitava la bellissima emozione di sentirsi tutti uniti in qualche cosa e tutti felici di essere assieme, come se si fosse tutti una famiglia e ora, anche se sono in ufficio a sbrigare lavori noiosi, so che da qualche parte ci sono quelle persone e che ho qualcosa in comune con loro perchè ho fatto parte di una giornata che rimarrà impressa e quindi non mi sento più sola perchè penso che nei loro ricordi ci sono anche io. Quando sarò triste e in brutti momenti e mi sentirò delusa dalle persone che mi fanno star male o un po' depressa per le fatiche della vita, penserò a ieri, alle persone che non vedo l'ora di rivedere e alla cima della Zeda che mi ha sedotto facendomi soffrire ma, nel momento più brutto, scoprendosi dal suo scialle bianco facendomi vedere la punta in modo che ritrovassi la forza per arrivare e poi mi ha sfidato a tornare per poter vedere il panorama che ieri non ci ha concesso. Durante la messa abbiamo cercato di fare un filmato del canto del Signore delle cime ma la fotocamera si è rifiutata di farlo, allora ho registrato il filmato nella mia mente e per tutto il resto della giornata mi sono sforzata di imprimere nei byte del mio cervello le fotografie di tutto quello che riuscivo perchè ho voglia di rivivere ogni giorno quello che è successo ieri, voglio che non mi abbandoni mai!"
Un ringraziamento particolare va a Franco R. che ci ha guidato durante il sentiero e mi ha aiutato ad arrivare in cima quando mi sentivo demoralizzata dalla nebbia. Un ringraziamento anche a Liborio che ci ha invitato e quindi dato la possibilità di avere questa bellissima esperienza. Un ulteriore, ma non meno importante, ringraziamento a tutte le persone presenti che mi hanno dato tantissimo.
Chi vuole le foto aggiunga un commento sotto o mi mandi una mail.
Sabrina


