21 febbraio 2008

2029: Robot umanoidi e uomini bionici

Robot umanoidi o uomini bionici? All'alba del terzo millennio, all'interno della comunità degli studiosi, c'è chi vede il bivio profilarsi sempre più prossimo. E' matura l'era dei superuomini. La data è fissata per il 2029.

Una previsione che suona azzardata se non addirittura risibile per la pretesa precisione, se a farla non fosse Ray Kurzweil, padre del riconoscimento ottico dei caratteri e della musica di sintesi.

“Avremo l’hardware e il software necessario per raggiungere livelli d’intelligenza artificiale paragonabili con quelli umani. Le macchine avranno anche la flessibilità e l’intelligenza emozionale”, ha dichiarato Kurzweil a un corrispondente di BBC News.

L'IT, in base alla cosiddetta legge del ritorno accelerato, vedrà i propri risultati avanzare esponenzialmente rispetto alle conquiste tecniche conseguite. Grazie a questo progresso, che consentirà in mezzo secolo un balzo pari a 32 volte quello compiuto dall'umanità negli ultimi 50 anni, l'informatica e la biologia si fonderanno definitivamente.

“Siamo già nella civiltà dell’uomo-macchina - spiega -. Usiamo la tecnologia per espandere gli orizzonti fisici e mentali. Quello che vedremo in futuro sarà solo un’estensione di ciò che già viviamo”.

Una riflessione che certamente avrà fatto anche chi giornalmente passa ore e ore in auto nel traffico oppure davanti a un computer, ma senza l’ottimismo della ‘vision’ di Kurzweil.

Tra le prospettive più futuristiche, Kurzweil cita l’utilizzo di nanobot per intervenire sul cervello umano, potenziare intelligenza e memoria o partecipare alla realtà virtuale.

"I nanobot - spiega - ci renderanno più intelligenti, capaci di ricordare di più e meglio, ci proietteranno automaticamente in ambienti di realtà virtuale attraverso il sistema nervoso."
Non vi ricorda il film Matrix?!?

Kurzweil è stato chiamato dalla National Academy of Engineering USA, assieme ad altri 17 guru internazionali, a elencare le maggiori sfide tecnologiche per il ventunesimo secolo.

Non si tratta della prima provocazione da parte di Ray Kurzweil, scienziato controverso ma sempre una spanna avanti ai suoi tempi. Non per nulla lo scienziato fa parte dei 18 visionari incaricati dalla U.S. National Academy of Engineering di prevedere le sfide tecnologiche del prossimo secolo, insieme tra gli altri al discussissimo Craig Venter. Kurzweil è stato un pioniere negli ambiti più svariati, dal riconoscimento ottico dei caratteri, che consente la conversione in una stringa di caratteri di immagini contenenti testo, alla sintesi text-to-speech, insieme di tecnologie per il riconoscimento dei discorsi. Ha già scritto numerose opere sull'intelligenza artificiale, sul transumanesimo, sulla singolarità tecnologica.

Le sfide identificate sono le seguenti: rendere più accessibile l’energia solare, produrre energia da fusione atomica, sviluppare tecniche per la cattura della CO2 (il gas responsabile dell’effetto serra), controllare il ciclo dell’azoto, offrire accesso all’acqua potabile, fare il ‘reverse engineering’ del cervello umano, prevenire il rischio nucleare, rendere sicuro il cyberspazio, migliorare la realtà virtuale, migliorare le infrastrutture urbane, sviluppare l’informatica per la salute, progettare migliori medicine, sviluppare l’apprendimento personalizzato e esplorare le frontiere della natura.

Fonti:
voceditalia.it
theinquirer.it
ilsole24ore.com

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