13 aprile 2007

Perchè Linux non può (ancora) sostituire Windows?

Vi copio qui un articolo su ICT business di Roberto Buonanno:

La mia prima installazione di un sistema operativo basato su Linux risale a tanti anni fa e mi vedeva alle prese con un'edizione arcaica di Red Hat. Aveva un setup così "semplificato" che, per far funzionare il mio masterizzatore CD SCSI, ho dovuto inserire manualmente l'indirizzo esadecimale del controller.
User friendly? Non esattamente.
I miei primi anni con Linux sono proseguiti con me che installavo, configuravo alla perfezione il sistema e, quando tutto funzionava, compresi audio e grafica 3D formattavo e tornavo a lavorare su Windows. Fra una sessione e l'altra mi tagliavo la barba ovviamente.

Infatti la vera sfida non era tanto usare Linux, quanto configurare correttamente tutto l'hardware perché funzionasse a dovere. Una volta ascoltati un paio di MP3 e giocato qualche minuto a un gioco 3D la curiosità scemava.
Oggi le cose sono decisamente migliorate ma l'universo Linux ha ancora gli stessi problemi: si crogiola nella propria auto referenzialità, continua ad essere complicato da gestire e nel settore desktop offre una concorrenza minima a Windows.

L'articolo continua...

2 commenti:

Lu ha detto...

Sono d'accordo.
Linux, sebbene sia sulla bocca di molti (sopratutto studenti) resta un mondo talmente frammentato che non può sostituire windows. Mentre dietro a Windows noi sappiamo che c'è un mondo di sviluppatori pagati per produrre e seguire nel tempo un prodotto, dietro a Linux spesso si cela un programmatore che a tempo perso sviluppa una parte del sistema, e spesso senza dialogare con gli altri sviluppatori. Questo porta a non avere nessuna certezza nel futuro, dato che ogni progetto linux può morire nello stesso tempo con cui è stato "messo in piedi". Gli unici linux che potrebbero sostituire windows sono le release a pagamento, dietro le quali si cela una casa produttrice unificata. Parliamo di Red Hat, Suse, Mandriva ecc... che però hanno dei costi ben superiori a quelli di Windows. Molti dimenticano che, sebbene linux spesso sia distribuito con licenza OpenSource, tutto il resto si paga salato: documentazione, software, assistenza ecc..
E' ancora lontano il tempo in cui Linux sostituirà Windows, anche se la cosa potrebbe essere fattibilissima. Prendiamo l'unico esempio esistente: MacOs poggia i piedi sul progetto Linux BSD, ma grazie a Apple è diventato un sistema eccellente.
Complimenti a Apple :)

Lu

Alberto ha detto...

L'articolo riportato, sebbene presenti alcuni problemi fondamentali del mondo linux che condivido, presenta a mio avviso una visione e una trattazione troppo propagandistica del problema. La questione fondamentale parte troppo dal titolo: chi ha mai detto che linux deve sostituire Windows? E in quale ambiente? Bisogna sempre tenere in considerazione che NON ESISTE un sistema operativo migliore di altri per qualsiasi applicazione. Dimostrazione di questa tesi è che anche windows si presenta in diverse varianti. Lasciando perdere le 7 inutili diverse versioni di Vista, basti pensare che per le linee desktop e server, la casa di Redmond ha linee produttive separate. Qui allora in quale ambito vogliamo paragonare linux a windows? Facciamo alcuni esempi...
In ambito web server? Linux è ottimo e stravince alla grande. In ambito server di database con clustering? Buttiamo sia windows che linux e magari puntiamo su Solaris (provocazione :) ).
In ambito workstation? Dipende cosa dobbiamo fare, probabilmente qui la scelta se la giocano linux, windows e MacOS in base al tipo di lavoro (Desktop publishing, CAD, CAM, CAE, sviluppo software, sviluppo siti web, audio, video, ecc.)
In ambito desktop casalingo? Ok, in questo caso sono d'accordo con l'autore dell'articolo che per l'utente medio linux è troppo poco usabile.
In ambito HTPC? Ci sono soluzioni basate su linux, ma qui perde alla grande per mancanza di driver...
In ambito videogame? Non c'è storia, Windows fa il padrone!
Insomma, non ho di certo elencato in modo esaustivo tutti gli scenari possibili, ma per dare un'idea di quanto sia difficile trovare termini di paragone assoluti, cerchiamo sempre di leggere i fatti con occhio obiettivo...e l'articolo riportato a mio avviso è scritto solo per scatenare flame propagandistici. Probabilmente è scritto apposta in quel modo, ma letto da utenti fuori dal mondo IT, un articolo del genere fa più danni che altro...

Vorrei peraltro precisare senza polemica che l'intervento qui sopra di Lu non fa altro che confermare quanto ho detto sopra. La visone del mondo open source che hai è quella che i media cercano sempre di dipingere. Non è sempre vero che chi sviluppa open source è un programmatore che lo fa a casa sua nel tempo libero! Pensiamo a Novell, Canonical, Sun, tanto per citare alcuni nomi.
Infine una precisazione riguardo a MacOS X che non 'poggia i piedi sul progetto Linux BSD' perchè questa frase è senza senso.
Linux è un kernel, sulla quale si basano infinite distubuzioni (Ubuntu, Slackware, Mandriva, RedHat, Suse tanto per citarne alcune delle più famose).
BSD è invece una variante di UNIX da cui hanno preso vita alcuni progetti interessanti come FreeBSD, OpenBSD, NetBSD, DragonFlyBSD, PC-BSD. Questi sistemi operativi 'BSD-like' sono UNIX a tutti gli effetti e non hanno niente a che vedere con Linux che -ripeto- è un kernel.
MacOS X usa invece il kernel XNU, che contiene codice basato sul microkernel Mach più codice BSD (il codice di riferimento è FreeBSD 5.x)